Effetto Banana

Mentre tutti si preoccupano dall’epidemia di influenza A, un’altra sciagura si sta abbattendo sull’Italia: l’effetto banana.

Questa contagiosa malattia è un putrido cancro di ogni società post-comunista scimmiot-capitalista. Comunisti, ambientalisti, WWF, noglobal, noTAV, antiquesto e antiquello sono il chiaro segno del passaggio dell’effetto banana.

Sono un marchio inconfondibile. Effetto banana was here.

Ma vediamo in profondità di cosa si tratta. Abbiamo già detto che è una infezione post comunista, e guardacaso l’Italia è proprio un Paese post-comunista liberato nel 1994 dal nostro attuale Premier. Non fosse per lui ora i Duomi sarebbero stati tutti abbattuti e sostituiti da Statue o Gigantografie di Occhetto.

La versione attenuata della malattia è il cosiddetto effetto NIMBY (NotInMyBackYard, ovvero non nel mio giardino di casa), che si manifesta con il rifiuto di opere pubbliche che si presume possano avere gravi effetti collaterali sul territorio. Ad esempio la TAV ha scatenato un piccolo focolaio di NIMBY: citando pinzillacchere e panzane come l’amianto e il deturpamento di una valle gli abitanti della zona interessata si oppongono alla costruzione. O meglio, alla costruzione vicino a casa loro. Dicono fatela, ma fatela da qualche altra parte.

Chiaro effetto NIMBY. Come anche si tratta di NIMBY quando si parla di discariche, centrali, autostrade, dighe…

Ad un certo punto però scatta qualcosa di strano: il virus si diffonde, si amplia a tutta la popolazione nazionale, e si aggrava.Tutti si oppongono a tutto, tanto che sembra di essere ricatapultati nella Sovietica Italia pre-Berlusconiana: l’effetto banana!

Letteralmente significa Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything. Quando ad esempio in un gruppo di 10 persone tutte e dieci sono affette da NIMBY si parla di “gruppo banana”. Infatti in questo gruppo non è possibile costruire nessuna cosa vicino a nessuno, anche quando tutti e 10 ritengano la cosa in questione indispensabile. Tutti e 10 vogliono l’opera, ma questa non potrà mai essere realizzata.

Ed ora arriviamo alla notizia vera e propria: l’Italia è un Paese delle banane. Il fattore scatenante dell’epidemia di Banana è costituito dalla costruzione delle centrali nucleari.

Secondo uno studio infatti il 40% della popolazione italiana è favorevole al nucleare, ma l’82% dichiara di non volerla assolutamente vicino casa, e un 52% dichiara addirittura “non lo accetterei e farei di tutto per impedirlo“.

Questo è lo studio, che tra l’altro, limitandosi a citare il solo effetto NIMBY, sottovaluta di molto il problema.

In un Paese delle Banane sorge il cosiddetto paradosso delle Banane, o dell’opera necessaria ma impossibile. Ovvero tutti gli abitanti del Paese ritengono indispensabile l’opera, ma siccome nessuno la vuole vicino casa, risulta impossibile da eseguire.

Dicono che sia colpa dei Comunisti, quelli brutti con la barba che dicono sempre NO, ma a me sembra il trionfo della cosiddetta “mentalità imprenditoriale”, dell’egoismo.

Il trionfo della proprietà privata sulla comunità, del gruzzoletto sul bene comune, dell’Io sul Noi. L’essenza pura del Capitalismo.

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3 Risposte

  1. un bel paradosso…

  2. Aggiungici anche che i media sono esperti nel montare ad arte la polemica, la notizia poco chiara, l’allarme che rientra sapientemente il gorno dopo, o al contrario il fatto grave minimizzato con superficialità….

    Ogni fatto, evento, scelta che ci riguarda, viene rigirato in padella talmente tante volte, che non sai più nemmeno tu cosa pensi al riguardo.

    “Ed è polemica”. Titolano subito.

    Giusto ieri sentivo alla radio l’opinionista del cappero (Beppe Sevregnini) che parla in chiosa al notiziario, e in pratica in 45 secondi radiofonici pretende di darti la pillola di saggezza che orienta le coscienze e scioglie ogni dubbio su fatti complessi.
    Ha sparato la sua cazzata e io ho detto : bene. Una faccenda così complessa, ridotta ad argomentazioni di pochi secondi senza contradditorio.

    E la plebe ascolta, manipolata a dovere, e così sbuca quel fungo nefasto che è “l’opinione pubblica”, una delle più illusorie e fuorvianti minchiate dei tempi moderni.
    Forse non avercela l’opinione, ogni tanto, ci farebbe bene, ci aiuterebbe a mettere in discussione le presunte verità.

    Propongo una giornata mondiale per l’astensione opinionifera.

  3. uh quanto mi sta sulle balle Sevregnini, si gioca la palma del più rompic… con Deldebbio!

    già sono d’accordo con te Presidente (e poi chi meglio di te può capire l’effetto banana!) l’opinione pubblica è un’arma pericolosissima in mano a quei quattro buffoni che si fanno chiamare giornalisti. L’opinione pubblica non esiste è qualcosa che creano per avere del potere in mano.

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