Lezioni di Storia

La realtà a volte supera la fantasia. I personaggi reali, a volta, si comportano anche meglio di quelli dei libri. A titolo di esempio, oggi vi voglio raccontare una storia che per la sua assurdità sembra presa da uno di quei libracci di serie B: i personaggi sono stereotipati e i colpi di scena, spesso assolutamente spiazzanti, sono degni di uno sceneggiatore con tanta fantasia ma senza i piedi per terra.
Procediamo con ordine: per iniziare ci serve un luogo. Diciamo che il luogo dove si svolge la nostra storia è nel vicentino. Una scuola di Vicenza. Come insegnano a scuola, all’inizio di ogni storia c’è un evento che turba una situazione di iniziale tranquillità: diciamo che, visto che in questo periodo ricorre il ventennale della caduta del muro di Berlino, il fatto scatenante sia la distribuzione nella scuola di un opuscolo su questo fatto storico finanziato dalla regione. La nostra storia ha però bisogno di un cattivo: facciamo che l’idea di distribuire questo opuscolo sia venuta ad un assessore del centro-destra. Diamole anche un nome: Elena Donazzan. La nostra assessora, in quanto ex-AN (massì, così odia di più il comunismo), fa scrivere su questo opuscolo cose molto cattive sul comunismo e molto ambigue sul fascismo. E diciamo che i professori della nostra scuola (diamole un nome: chiamiamola “Rossi”, così si capisce da che parte stanno) siano in disaccordo con quanto scritto sull’opuscolo, e decidano quindi di inviare una lettera aperta ai giornali locali. La lettera è bella lunga, non voglio annoiarvi: ve ne scrivo solo i pezzi fondamentali, per farvi capire.

noi sottoscritti […] desideriamo esprimere il disagio e lo sconcerto che abbiamo provato nel prendere visione dell’opuscolo “Europa: unita, libera, forte. 1989/2009. 20 anni dalla caduta del muro”. […] Purtroppo, non appena presa visione del materiale, abbiamo dovuto rilevare una serie di gravi mancanze sia di metodo, sia di congruità didattico-scientifica, sia infine di merito.

Ed ecco che arriva il primo colpo di scena: non facciamo scrivere l’opuscolo ad un vecchio professore universitario destrorso, se lo aspettano tutti. Facciamo che l’opuscolo sia

prodotto da un’associazione (Strade d’Europa) la cui collocazione ideologico-politica (di destra) è nota, benché non esplicitata nell’opuscolo.

ma non basta, il nostro sceneggiatore può fare di meglio:

Troviamo perciò offensivo che ci si fornisca una testo redatto da un ventiduenne “laureando in Scienze politiche”, ovvero privo di alcun titolo scientifico e della minima esperienza didattica. Parla da sé, del resto, l’organizzazione dei testi, una silloge priva dell’organicità che il titolo lascerebbe presupporre, e soprattutto non accompagnata da alcun apparato critico.

Ecco, ora ci siamo: il nostro opuscolo è scritto da uno che il muro di Berlino non l’ha neanche visto. Lo so, è normale che qualcuno si incazzi per questa cosa, ma non possiamo fermarci qui. La nostra storia finirebbe troppo presto. E allora nella nostra lettera aggiungiamo una frasetta, che per ora non serve a niente, ma che presto ci tornerà utile:

Ci permettiamo di segnalare che anche la più modesta delle tesine dei nostri studenti non manca mai almeno di riferimenti bibliografici. Siccome non vogliamo credere che un laureando ignori i criteri di base della ricerca storica, la spiegazione di tanta sciatteria non può che trovarsi nella natura politica e non storiografico-didattica dell’operazione.

Tenetela a mente, ci torneremo dopo. Comunque, la nostra lettera prosegue, elencando alcuni esempi del livore ideologico di destra contenuti nell’opuscolo:

E qui arriviamo ai contenuti, limitandoci ad alcuni esempi. A pagina 12 si parla del comunismo come del “modello politico, sociale ed economico più aberrante del secolo scorso”. Un’opinione più o meno condivisibile, ma anche gli storici (veri) che la sostengono (come Nolte, o Furet) non mancano mai di citare, accanto al comunismo, gli altri sistemi totalitari: si può parlare infatti del XX secolo senza riferirsi a nazismo e olocausto? L’opuscolo riesce a non nominare fascismo e nazismo nemmeno a proposito della seconda guerra mondiale, che viene così sintetizzata (sempre a p. 12): fu il primo conflitto della storia d’Europa da cui non uscì vincitore nessuno degli stati collegati con il sistema imperiale costruito da Carlomagno. A parte che la Francia è una delle quattro potenze vincitrici (e infatti siede nel consiglio di sicurezza dell’ONU), a noi pareva che l’esito fondamentale della seconda guerra mondiale fosse la sconfitta del nazifascismo, che per l’Italia significò la Repubblica, nata dalla liberazione compiuta dagli Angloamericani e dalla Resistenza. Macché: la conseguenza logica dell’alato discorso è che fino al 1989 siamo vissuti sotto il comunismo (senza nemmeno accorgercene), mentre Hitler e Mussolini erano i difensori dell’Europa carolingia.

Non male l’idea dell’Europa carolingia, vero? Ammetto che è esagerata. Nessuno sano di mente scriverebbe una roba del genere! Ma la nostra è solo una storia, e il nostro sceneggiatore è pieno di fantasia. A questo punto tocca al nostro cattivo rispondere: viene accusata di distribuire un opuscolo di estrema destra, come potrebbe rispondere? Semplice:

Me ne frego!

Ottimo! “Vincere, e vinceremo” mi sembrava fuori luogo… ma andiamo avanti:

Il livore ideologico di certi docenti è la morte dell’insegnamento libero […]. Ho accolto la proposta di ‘Strade d’Europa’ perchè ho trovato interessante l’idea di far spiegare ai ragazzi la caduta del Muro da giovani nati nel 1989, piuttosto che da vecchi professori pieni di pregiudizi e retaggi ideologici.

Ecco come si deve comportare un vero cattivo! Anziché cercare di mettere tutto a tacere deve continuare a tenere alta la polemica, così la storia può andare avanti. Ma questo non basterebbe comunque: la nostra storia diventerebbe un noiosissimo botta e risposta a base di insulti incrociati. Ma non vi preoccupate, cari lettori, lo sceneggiatore ha il suo asso nella manica: vi ricordate quella frasetta sulla mancanza di fonti bibbliografiche? Facciamo che entra in gioco un nuovo personaggio che si preoccupa di cercarle, quelle fonti. E le trova. Per rendere la cosa più interessante, facciamo che questo personaggio sia un nemico del nostro cattivo. Un assessore dell’opposizione, per esempio. Diamogli un nome: Matteo Quero. Diciamo che il nostro personaggio scopre che l’opuscolo è copiato da internet. Potremmo fargli dire una cosa tipo:

Quello prodotto dall’Associazione Strade d’Europa su incarico della Regione è un raffazzonato centone, un collage raccogliticcio da fonti eterogenee come wikipedia, un sito turistico sulla Germania, la recensione di un saggio di Sergio Romano e gli interventi di un’onorevole Pdl ai convegni di Azione Giovani, il tutto condito con un corredo fotografico in cui le croci celtiche vengono presentate come simbolo della spiritualità irlandese

Non male, no? Diamo anche le prove, in modo che tutti possano vederle. Ora la nostra storia ha raggiunto il climax, siamo allo scontro finale: come potrà la Donazzan difendersi dall’accusa di aver speso soldi pubblici per far scrivere un opuscolo smaccatamente di destra da uno sbarbatello, che l’ha pure copiato da internet (da wikipedia poi, è anche poco furbo ‘sto studentello)? Calma, bisogna fare attenzione adesso: ogni parola sbagliata peserebbe come un macigno. Facciamole dichiarare qualcosa come

Non accetto lezioni di stile da un signore che è stato trovato ubriaco alla guida in una rotonda frequentata da prostitute. Direi che proprio non può parlare.

Aspetta, ma che c’entra… non era quello che volevo farle dire… accidenti, questa storia mi sta sfuggendo di man…

L’associazione Strade d’Europa è stata l’unica a fare una proposta sul tema della caduta del muro di Berlino. Per questo ho deciso di patrocinarla e finanziarla. Ma si tratta di un elaborato, non di un trattato. Scritto da giovani per i giovani. E tratta marginalmente di storia, si parla più dell’Europa di oggi”.

argh, fatela stare zitt… non la controllo… acc…

E’ una ricerca su testi: ovvio che dei giovani navighino su Internet, e i professori dell’Itis Rossi si vergognino del loro livore politico.

No, questo è troppo: una storia e dei personaggi del genere non possono esistere nella realtà. Questa non se la berrebbe nessuno.

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5 Risposte

  1. Si sentono talmente forti, e protetti dal consenso e dalla prepotenza dell’imperatore, da non avere più il minimo pudore..eppure, se queste sottospecie di politici avessero studiato almeno un pochino di storia, saprebbero che nessuno può avere il potere in eterno e passeranno, com’è normale che accada nei corsi e ricorsi storici.. meglio prima che dopo, naturalmente 😉

  2. E allevano giovani che googlano, con una leggerissima imprecisione di coniugazione del tempo del verbo, “cos’è la DDR” (grazie, Ippaso di Metaponto :-)).

  3. Carissime giraffa e francesca,
    sapete cosa risponderebbe alle vostre osservazioni la sciura Donazzan? Beh per difendersi da simili argomenti credo qualcosa del tipo

    “avete la forfora”

    al povero Quero dopo avergli dato dell’ubriacone e del puttaniere pensavo gli dicesse pure che puzzava! Che stile La Donazzan!

  4. “Un assessore dell’opposizione”? forse “un consigliere dell’opposizione”, gli assessori sono i componenti della giunta, i collaboratori del presidente. Elena Donazzan è una cialtrona che ragiona solo con il suo calibro 12, una modesta Palin di provincia.

    • Ok ok, la storia che ho raccontato non voleva essere troppo puntigliosa sui personaggi reali, ma forse è giusto ora rispecificare: la Donazzan è assessore, ma assessore regionale. Il Comune di Vicenza è guidato dal PD e Matteo Quero ne era assessore. Dico “era” perché si è dimesso dopo aver rifiutato un alcool test mentre era alla guida.

      Con l’espressione “assessore dell’opposizione” intendevo quindi dire “assessore di Vicenza per il PD, partito che è all’opposizione nella giunta regionale”, ma suonava davvero male…
      Comunque hai ragione, è davvero un’espressione infelice.

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