Ippaso Legge Freud – Tutte le donne, tranne mia mamma, sono …

Ecco, a questo punto siamo arrivati ad una svolta cruciale nello studio di Freud. Ma prima di proseguire debbo fare una piccola sosta su un capitoletto che mi ha lasciato putrefatto. Avevamo già detto in precedenza che per Freud gli adulti pervertiti altro non sono che persone ancora legate alla sessualità infantile. Ma Sigmundo non si ferma qui, e per spiegare la mancanza di inibizioni dei bimbi e per far riferimento alle sporcaccionerie di cui secondo lui son capaci, scrive delle perle che rimarranno incastonate come diamanti nella merda.

Prima di riprendere il nostro viaggio attraverso la sessualità infantile vi riporto testualmente il Freud-pensiero. Un vero signore.

    Disposizione polimorfamente perversa.

    E’ istruttivo dunque il fatto che sotto l’influenza della seduzione i bambini possono diventare polimorfamente perversi, e possono essere spinti a tutti i possibili tipi di irregolarità sessuale. [cut] Sotto questo aspetto i bambini si comportano esattamente come una donna di tipo medio non istruita, in cui persiste la stessa predisposizione alla perversione polimorfa. In condizioni normali essa può restare sessualmente normale, ma se guidata da un astuto seduttore troverà di suo gusto ogni sorta di perversione, che considererà parte integrante delle proprie attività sessuali. Le prostitute sfruttano la stessa disposizione polimorfa, cioè infantile, ai fini della loro professione; e, considerando l’immenso numero di donne che esercitano la prostituzione – o che dobbiamo supporre in possesso di una tendenza alla prostituzione, senza tuttavia esercitarla – diventa impossibile non riconoscere che questa stessa disposizione a perversioni di ogni genere è una caratteristica umana generale e fondamentale.

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18 Risposte

  1. Mi chiedo se Edmundo abbia mai conosciuto una donna.
    Secondo lui siamo perverse, abbiamo una disposizione polimorfa, siamo prostitute e se non lo siamo è perchè ce ne manca l’occasione.
    Posso anche firmarmi a questo punto: donna di tipo medio non istruita. Sostanzialmente una mezza scema.
    Mi sai dire se l’elevato pensiero maschile, sulla donna, ha fatto progressi o è rimasto a questo livello?

    • Man mano che leggo Freud mi rendo sempre più conto che è uno dei pensatori più sopravvalutati della storia. Certo, è stato uno dei primi a cercare di indagare seriamente l’inconscio, ma poi è arrivato quasi solo a conclusioni insensate.
      Io lo leggo con gli stessi occhi con i quali guarderei un film trash di Alvaro Vitali o, chenneso, il Grande Fratello.

      Dicevo proprio l’altro giorno a delle mie amiche che avevo leggiucchiato Freud e mi han spiegato che ci sono corsi all’università – obbligatori – su di lui.
      La cosa fa incazzare. Insomma, una ragazza che magari vuole diventare maestra è costretta a studiare Freud e esporre il suo pensiero ad un “professorone” come se le sue idee fossero i Pilastri dell’Essere Umano.

      In soldoni voglio dire che a volte si può pensare che il maschilismo sia un fenomeno che riguarda i maschi più stupidi, gli ignoranti, mal istruiti…
      Ma ahimé questa è una visione ottimista delle cose.
      Un certo pensiero maschilista striscia ancora nel sottobosco della cultura “ufficiale” e va assolutamente abbattuto a picconate.

    • non avete lo spirito esatto per leggere Freud!!! la vostra e la mia vita sono perfettamente descritte dai suoi libri…non potete sminuirlo così…ma attenzione..non ha chiamato la donna prostituta o poco istruita…parla di pulsioni che esistono in ogni essere umano…ed è normale che sia così..più che sopravvalutare Freud, iniziate col non sopravvalutarvi voi!!!

      • Cara Martina,
        Ti ringrazio per l’intervento.

        A tutti gli effetti la lettura di Freud è stato per me un gioco. Mi son detto: “Vediamo cosa dice Freud e come lo interpretiamo noi tre o quattro simpaticoni del blog”.

        Leggendo di nostra iniziativa un testo come quello citato da me qui, concorderai che non possiamo far altro che commentarlo negativamente.

        A proposito della sopravvalutazione di sé stessi, ammetto che nelle mie parole (che ormai ho quasi abbandonato) possa apparire un antipatico mix di moralismo e canzonatura. Ma non lo faccio per sopravvalutazione di me (non attribuisco affatto autorevolezza alle mie parole): la satira – anche questa di basso livello – costringe a disegnare profili netti, senza ammettere sfumature.

        🙂

        Ciao e grazie per il commento!

  2. Maschilista e pure misogino, parla delle donne con tale disprezzo.. la cosa che avrei fatto notare al dottore è l’illogicità del suo ragionamento: da bambini maschi e femmine sono una massa indistinta polimorfamente perversa poi, crescendo, il maschio perverso diventa un “seduttore” e la donna una prostituta nell’animo e dove sta il ragionamento scientifico in tutti ciò? Decisamente sopravvalutato.

  3. beh, al di là del fatto che non sono d’accordo, secondo me va anche detto che è senza dubbio figlio del suo tempo. E mi azzarderei anche a lanciare una provocazione… siamo proprio sicuri che il pensiero di fondo che ci anima oggi non sia lo stesso? …pensiamo ad esempio a tante persone istruite che ricoprono ruoli di potere (e non parlo solo della politica). Quante donne ci sono? E come vengono considerate?

    Del resto studiamo anche il sistema tolemaico, no?

  4. sono in un certo senso d’accordo con paleomichi (dico “in un certo senso” perché in fondo questo post non ha fatto altro che abbassare la mia già scarsa considerazione per freud): le cose vanno contestualizzate. freud era un uomo dell’800 e di questo bisogna tener conto. pensiamo che all’epoca l’isteria era il ‘male comune’ femminile, come possono essere oggi i disturbi alimentari. se una larga parte della popolazione femminile ne era affetta, credo che possa essere considerabile un’influenza notevole della società su queste donne, e in particolare sulla loro sessualità (come ben sappiamo, l’ottocento non fu certo un periodo particolarmente “libero” sotto questo aspetto). è quindi probabile che, in risposta ad una sessualità repressa, si manifestassero comportamenti ‘particolari’. almeno quello che sostiene freud è che questi comportamenti sono ‘perversioni’, davvero nel senso di ‘modi diversi per sfogare la sessualità’; evidentemente, nonostante questo, viene fuori la classica mentalità dell’uomo dell’epoca, che considerava queste perversioni (normali sia nell’uomo che nella donna, in caso di repressione sessuale) come tendenze naturali della donna all’esercizio del meretricio.

    considerazione storica a parte, era un sopravvalutatissimo mammone maschilista.

  5. Freud ha iniziato una ricerca scientifica in un campo allora ignoto nell’800. Oggi molte sue ricerche sono ampiamente superate. La “colpa” della troppa attenzione è di chi è venuto dopo, degli epigoni, non di Freud, che è morto da un bel pezzo. Però ha iniziato il lavoro in un campo allora sconosciuto e qualche merito, se non altro per questo, se l’è preso sul campo, tant’è che – come pure riconosciuto nel titolo del post – “Ippaso legge Freud” e non viceversa. Storicizzatelo un po’, ‘sto benedetto Freud 😉

  6. devo smetterla di frequentare quel giro di laureate…

  7. Pur con tutte le giuste puntualizzazioni nei commenti di cui sopra, mi sento di ringraziarti per la risata che mi hanno strappato quelle frasi, ma soprattutto perché ora mi sento un po’ più perverso, polimorfo, e puttana.

  8. Va bene considerarlo figlio del suo tempo, va bene storicizzare e, allora, possiamo dire che, pur inserito nel contesto scientifico e sociale del suo tempo, riguardo alla concezione delle donne non si è distinto per grande intelligenza e acume? Ha sicuramente dei meriti, e se avesse usato ancora meglio la sua intelligenza avrebbe capito molto di più di quegli strani esseri umani chiamati donne.

  9. Riguardo la storicizzazione mi sento d’accordo più con le fanciulle che con NoBlogger (che direbbe Sigmundo a proposito di questo?). Gli scritti di Freud sono “ambientati” all’inizio del ‘900 e lui è morto nel 1939. Non bisogna pensare che lui sia vissuto chissà in quale epoca remota. Lui sta dicendo che le nostre nonne erano (e sarebbero tuttora…) poliformamente perverse.

    Per questo motivo, per quanto io provi a storicizzarlo (e forse qui ricadiamo nel solito problema dell’incapacità tutta italiana di storicizzare il ‘900) non ci riesco.

  10. Freud (http://it.wikipedia.org/wiki/Sigmund_Freud) è nato nel 1856 ed è morto nel 1939. Ha iniziato i suoi studi e ricerche negli anni ’80 dell’800, da medico (qual’era), cercando una spiegazione scientifica nel campo nuovo ed inesplorato che lui stesso stava aprendo. E’ vero: buona parte delle sue opere sono state pubblicate nei primi 30 anni del ‘900, ma spesso si riferiscono a studi precedenti (ad esempio, il termine “psicanalisi” l’ha inventato nel 1896, dopo 10 anni di lavoro nel campo), anche perché, a partire dal 1885, era cocainomane (aveva sperimentato anche su di se la cocaina come analgesico) e soffriva di dolorose patologie tumorali che, infine, lo porteranno alla morte (forse per eutanasia, grazie alla figlia Anna).
    Come tutti gli “esploratori” di campi nuovi, ha preso la sua buona dose di cantonate.
    A mio parere – che nel campo della psicanalisi conta come il due di coppe quando la briscola è spade – s’era troppo fissato sulla sessualità come perno di tutte le pulsioni umane (ma il benefico Svitol non era stato ancora inventato 😉 ), ma – sempre a mio parere – interpretarlo oggi con l’odierno modo di pensare è sbagliato. Così come mi pare sbagliato prendere alla lettera, come oro colato, qualsiasi opera o personaggio storico senza contestualizzarlo. Affermare oggi che la Terra sia stata fatta in sette giorni perché così dice la Bibbia, vuol dire far torto all’intelligenza dei redattori del best seller mondiale e non capire che è stata scritta 3 mila anni fa per essere compresa dagli uomini di 3 mila anni fa.
    Così Freud era un uomo del suo tempo ed è stato un innovatore per il suo tempo. Le sue teorie sono state sempre oggetto di feroci critiche (il fantastico mondo della psicanalisi non è fatto per le mammolette) ed oggi sono in buona parte superate. La “colpa” è di chi oggi lo segue perinde ac cadaver, ma è una “colpa” dei seguaci, non di Freud, morto da un bel pezzo. E quanto ha sostenuto va storicizzato.
    Altrimenti possiamo anche applicare il sempre glorioso metodo del membro di segugio e pensare che ‘sto Freud fosse un assatanato sessuomane: diceva che tutte le donne sono puttane e alcune più puttane delle altre solo perché la cassiera del bar dello sport dove andava a giocare a biliardo non gliela voleva dare (e ovviamente la dava a tutti gli altri), assurto ad immeritata fama mondiale perché tutti gli uomini la pensavano e la pensano come lui e tutte le donne, in fondo, sanno che lui ha ragione.
    Personalmente, invece, penso che la sua ricerca vada storicizzata e vista come uno degli importanti contributi alla scienza moderna, senza farne un feticcio in un senso e nel senso opposto 😉

    P.S. non ho proprio idea di che cosa potrebbe dire Freud su di te, per ora sei tu che parli di lui 😉

    • Penso che la psicanalisi di oggi sia come la medicina del medioevo: ti curavano con le sanguisughe perche’ gli strumenti non erano molto avanzati. La psicanalisi studia un organo (ma e’ un organo?) complesso come il cervello, di cui abbiamo una conoscenza scarsissima. Semplicemente ritengo che non abbiamo ancora gli strumenti (tecnici e teorici) per capirci qualcosa.
      Per questo motivo, nella psicanalisi ci sono un sacco di minchiate, e Freud era un maniaco che voleva convincersi di essere normale perche’ anche gli altri sono maniaci come lui! E se Freud fosse ancora vivo parlerebbe di Ippaso come caso di studio…

    • “assatanato sessuomane” pensavo parlassi di ippaso 😀

  11. Indubbiamente Freud è un pioniere. Io lo affronto con due sentimenti contrastanti (stile amore-odio). Mi piace molto leggerlo, ma allo stesso tempo non riesco ad apprezzare, anzi, le conclusioni alle quali giunge.

    Mi piacerebbe che nei post che sto scrivendo si riuscissero ad individuare entrambi i sentimenti. Ovviamente condanno il passaggio riportato in questo post, ma allo stesso modo ne apprezzo altri.

  12. Scusa, Ippaso, torno sull’argomento perchè mi scappa da dire una cosa: una volta “storicizzato” il personaggio, una volta riconosciuta la sua grandezza in campo scientifico, una volta accettato il fatto che siamo noi a parlare di Freud e non viceversa (anche perchè, obiettivamente, gli è impossibile, e se fosse vivo, chissà, magari ci starebbe studiando lui) dunque, una volta fatto tutto ciò, possiamo dire che, nonostante la sua preparazione scientifica, non era immune dai pregiudizi e dal contesto sociale? Vogliamo dire che, prima di lui, ci sono stati uomini con una visione più ampia (mi riferisco, per esempio a Rousseau, a Fourier) delle donne e degli uomini? E vogliamo anche dire che le persone che danno una giustificazione scientifica ai pregiudizi sono deleterie per la società? Noi viviamo il nostro tempo e, nel nostro tempo possiamo anche valutare il ruolo di grandi personaggi storici, lo facciamo tutti i giorni con latri personaggi di grande importanza, con Hitler, con il dottor Mengele, con Napoleone, perchè di Freud è necessario riconoscere esclusivamente la grandezza in quando “padre della psicanalisi”? Gli scienziati hanno un grande ruolo anche nella manipolazione delle menti, in passato è accaduto e, sinceramente, non trovo così “blasfemo” dire che pure loro, nel loro piccolo, pur nel loro contesto, qualche pregiudizio l’hanno alimentato.

  13. come ho detto prima, “penso che la sua ricerca vada storicizzata e vista come uno degli importanti contributi alla scienza moderna, senza farne un feticcio in un senso e nel senso opposto”. Freud, da medico-scienziato, non credo che si ponesse proprio il problema del miglioramento della condizione femminile (e maschile), nè credo che volesse dare alcuna giustificazione a pregiudizi. E’ stato un uomo del suo tempo, “immerso” nel suo tempo, e come tale dev’essere oggi visto. Con tutti i suoi limiti. Per capirci: non è stato un genio infallibile, ma nemmeno passava il tempo a sodomizzare le galline 😉

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