Abelardo ed Eloisa

Dopo Paolo e Francesca, Silvio e Carla, Silvio e Patrizia, Giulietta e Romeo, Silvio e Noemi, Silvio e Veronica, Tristano e Isotta, sicuramente Abelardo ed Eloisa formano la coppia più famosa d’Europa. Lui grandissimo professore di filosofia di Parigi, lei giovane studentessa inesperta.

Vi racconto la storia come la so io:

Eloisa va a seguire una lezione di Abelardo e lui se ne innamora. Lui è un famoso teologo, severo ed intransigente, ma quando vede Eloisa si ingrifa come un gatto in calore. Viene a sapere che lei sta dallo zio Fulberto, una specie di prete che gestisce una pensione. Abelardo decide di andare a vivere lì, e il tirchio Fulberto nel concordare il prezzo della stanza aggiunge: in più devi fare ripetizioni gratis a mia nipote, e se non ascolta, picchiala! Abelardo coglie la palla al balzo, ma al posto di inculcarle la filosofia se la… inculca e basta.

Lei inizialmente si ribella, ma lui la picchia, secondo la volontà dello zio. E piano piano lei ci prende gusto (pare fosse un po’ masochista). Le lezioni si moltiplicano, e Fulberto ne è contento (non aveva capito proprio niente…). Nel frattempo le lezioni filosofiche all’università perdono interesse, diventano noiose, il professore sembra sempre distratto. Poi il patatrack: lei rimane incinta. Colpo di scena: lui non è innamorato di lei, vuole solo bombarsela più e più volte, e lo dice apertamente. Lei invece è innamorata persa. Però Abelardo decide comunque di volerla sposare. Eloisa non vuole il matrimonio (teme un calo della passione e soprattutto del sesso violento). Alla fine lo sposalizio c’è, la passione cala, lui è infastidito dalla appiccicosità di lei… e la sbatte in convento.

Ed ecco che torna il gusto del proibito. E’ come quando facevano sesso di nascosto, mentre lo zio prete stava nella stanza accanto. Lui inizia ad andarla a trovare sempre più spesso. La situazione li eccita, e la passione sembra tornare. Lei fa di tutto per farlo riinnamorare… ma niente.

Nel frattempo Fulberto intuisce che qualcosa sta andando storto (alla buon ora) e decide di far tagliare l’uccello a Abelardo.

Apriti cielo. Abelardo è convinto che Dio gli abbia fatto tagliare l’uccello. E’ un segno divino. Ed eccolo che torna ad essere il teologo geniale di sempre, severo ed intransigente. Per completare il suo ritorno a Dio abbandona completamente Eloisa, smette di rispondere alle lettere, non la considera più per il resto della vita.

Eloisa continua a scrivere, continua a ripetere che lo ama, con o senza il pene. E’ ancora innamorata persa. Dice che a lei del sesso non gliene fregava niente, voleva solo stare con lui. Ma niente.

A questo punto io non riesco a mettere bene a fuoco questa storia. Vorrei tirar fuori una morale, ma non ci riesco. A volte penso che lei non fosse davvero masochista, ma esser picchiata la facesse sentire perlomeno considerata. Poi penso alla redenzione di Abelardo. Per ricongiungersi con Dio, dopo aver riscattato il peccato con il taglio della parte peccaminosa, ha dovuto abbandonare Eloisa.

Lo stesso fece secoli prima Sant’Agostino, che dopo la conversione lasciò in mezzo ad una strada la propria donna e il figlio.

Quella di Abelardo ed Eloisa è considerata una grande storia di amore, e quella di Sant’Agostino una delle più grandiose conversioni della cristianità, un esempio da seguire. Non riesco ancora a mettere bene a fuoco. C’è qualcosa che mi sfugge?

Annunci

4 Risposte

  1. Sant’Agostino era pure quello del “rendimi casto, ma non ora”. Mmmmm ho l’impressione che sfugga pure a me qualcosa….

  2. Effettivamente, è una storia che fa venire l’angoscia, perlomeno se per amore intendiamo una forza positiva, “costruttiva” e benefica per gli esseri umani, insomma che porti alla felicità. Però esiste anche l’amore malato, che porta all’autodistruzione e, in genere, le storie che fanno più presa sono quelle tragiche, forse perchè spesso ci insegnano che soffrire è bello e giusto, in amore e nella vita, chissà. Comunque, tanto per rimanere in tema, una delle mie storie d’amore preferite, tra quelle di personaggi noti e non troppo lontane nel tempo, è quella tra Edoardo VIII e Wallis Simpson, nessuna evirazione solo una banale rinuncia al trono, per amore 😉

  3. Le storie d’amore più belle (da leggere o vedere in scena intendo) sono sempre quelle tragiche. E questo lo posso capire. Insomma, immagina che palle vedere un opera teatrale con due che si sbaciucchiano per due ore e basta!
    Ma che si possa pensare che sia una precisa volontà di Dio quella di rendere tragico un amore… questo proprio no!

  4. concordo sia con la conclusione del post, sia con il tuo ultimo commento.
    clap clap clap.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: