I gioielli indiscreti – Denis Diderot

Il sultano Mangogul si annoia tantissimo e consulta un mago, che per distrarlo dalla quotidianità gli dona un anello che ha il potere di far parlare i gioielli delle donne. Appena Mangogul punta il gioiello verso una fanciulla sente qualcosa parlare. L’anello funziona! Il problema è che la voce proviene da sotto la gonna. Insomma… l’anello ha il potere di far parlare quel gioiello femminile.

Ed ecco che il sultano inizia a puntare di qua e di là l’anello, anche nel proprio arem… Tenete presente che le donne erano tutte coperte (come si usa tutt’ora negli ambienti fondamentalisti islamici) e la verginità era prerequisito essenziale. Apriti cielo! I gioielli confessano tutto, senza pudori. Quello di una sedicente vergine confessa addirittura un bramino, due giardinieri e tre cavalieri.

Diderot traccia nel libro i profili femminili, suddivisi in base alle varie dichiarazioni dei loro gioielli e a come le donne reagiscono ascoltandole. Ci sono quelle lussuriose che godono ad ascoltare, quelle che fan finta di niente… quelle che non han mai saputo dir loro di no…

La vagina è, in questo libro, il mezzo attraverso il quale si esplicita l’anima femminile. Anzi il buon Denis arriva a dichiarare che se le donne hanno un’anima, questa risiede sicuramente nella vagina (contrapponendo in modo scherzoso il sesso alla ghiandola pineale indicata da Cartesio).

Ed in tutto questo ciarpame risplendono le confessioni di un gioiello che non ha “mai parlato se non in favore del solo uomo che essa ama”.

Guarda caso la fanciulla in questione è Mirzoza, la donna di Mangogul.

Un’opera del genere, la prima a parlare (e far parlare) dell’organo genitale femminile non poteva che nascere dalla mente rivoluzionaria di un Illuminista. Prima di questa infatti abbiamo solo tantissime testimonianze fallocentriche. Ora la domanda è: Diderot quale significato attribuisce a quest’opera? Cosa ci vuole insegnare? Qualcosa sulle donne?

A mio parere non vuole consegnarci messaggi, femministi maschilisti naturalistici o cose così. Vuole solo sdoganare un argomento da sempre censurato. Un Illuminista non può avere argomenti buoni e argomenti cattivi. Il costume e l’educazione inculcatici dalla società non possono inibire i nostri pensieri né la libertà di parola tacciandoli di volgarità.

Anche quando si parla di vagine. Anche quando sono le vagine a parlare.

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7 Risposte

  1. Non avevo mai sentito parlare di questo romanzo, Diderot non lavorava dunque solo alla Encyclopédie :). Ottima la categoria che cosa ne direbbe Berlusconi, passerebbe la giornata a puntare l’anello, pensa, durante il consiglio dei ministri inizierebbe ad ascoltare e non si capirebbe più nulla tra voci dei ministri e voci dei gioielli dei ministri donna.

  2. bellissimo!!!!!!!! anch’io non ne avevo mai sentito parlare. Una vera perla, grazie ippaso!

  3. A me non resta che dire “Viva l’illuminismo” quello che ha eliminato ipocrisie e false modestie. Però, come sai, sono piuttosto cattivella e assai femminista. Mi piacerebbe trovare un aggeggio simile, non importa che sia un gioiello, per far parlare”l’uccello”, quello nascosto nei pantaloni, pendente a destra o a sinistra. Questo perchè. a volte, una curiosità mi assale, specie quando, dall’interessato, viene tanto reclamizzato! Sarà poi vero?. Constatare “de visu” è imbarazzante, ma un bell’aggeggio che dica la verità, ci starebbe bene.. Di solito nei film western un bravo pistolero non ha bisogno di dirlo, nè di dimostrarlo, Chi sente il bisogno di reclamizzare quel “qualcosa” mi fa assai sospettare. In primis, in nostro 74enne pdc. Comunque è assai carino il post, e sei sempre pieno di idee scherzose, almeno con te, si ride un po’. Ciao ippaso, buona domenica.

  4. eheh concordo con speradisole.
    e poi potrei dire che hai dato la dimostrazione che diderot, circa 300 anni prima, aveva scritto il brillante testo teatrale “i monologhi della vagina” 😀

  5. Penso che il pene, se potesse pensare e parlare, sarebbe l’essere con la psicologia più piatta e scontata di questa terra. Un solo chiodo fisso… 🙂
    Insomma… immagino che ascoltare i discorsi di un pene sia la cosa più monotona che possa esistere!

    In sostanza… viva Diderot e viva i gioielli indiscreti… femminili! 😛

  6. se il pene potesse parlare penso che direbbe le stesse zozzerie che di ci tu ippaso! 😉

    Non è che sei un enorme pene parlante (questo spiegherebbe anche tutte le tue ricerche sull’argomento)?

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