L’elefante e la fa(rfa)lla

Ormai risale ad Aprile la notizia di una falla in una piattaforma petrolifera situata nel Golfo del Messico. Non stiamo qua a dilungarci su come questo sia potuto accadere, e sul perché eventi come del genere siano sempre più frequenti. Vorrei concentrarmi sul dopo-falla, ovvero sui tentativi di salvare il salvabile.

Prima di tutto si è pensato alla cementificazione (tanto il mare è pieno di cemento), ma ci sarebbe voluto troppo tempo, poi di immergere una grossa scatola piramidale (100 tonnellate di acciaio) per coprire la zona della falla, e un tubo applicato in cima che aspirasse il petrolio. Ok, usiamo sta scatola, si son detti, ma il buco per il tubo si è intasato e l’idea-piramide è andata a puttane (e forse anche la scatola stessa? Non so se sian riusciti a riportarla su).

E vabbè, tanto il mare è già pieno d’acciaio.

Non sapendo più dove sbattere la testa han avuto una idea geniale: apriamo un sito sul quale ognuno possa esporre le proprie idee. Idee di merda. Eccone alcune riprese dal sito del sole24ore:

C’è chi ha suggerito di usare un grande tappo di sughero per chiudere la falla; chi di cucire insieme un salsicciotto di cuscini e usarlo per assorbire il petrolio; chi ha pensato di usare esplosivi per coprire di detriti il fondale. Molte le idee peregrine, ma via web alla Bp arriva anche qualche suggerimento sensato. In Florida vogliono cospargere il mare con del fieno per assorbire il greggio e rastrellare la superficie. In Alabama spruzzare una soluzione a base di biossido di carbonio per surgelare le particelle di petrolio, rastrellarle e riutilizzarle per la raffinazione. La Matteroftrust.com intanto ha già ricevuto montagne di scatole piene di capelli con cui riempire calze di nylon e assorbire il petrolio affiorato in superficie.

Le idee tratte dal web non hanno convinto. E poi la luce: la Komsomoloskaya Pravda suggerisce in pieno stile guerra fredda di usare una bomba atomica; e per stuzzicare l’orgoglio USA affermano: la Russia fece lo stesso nel ’66. Basta usare una atomica una volta e mezza più potente di quella di Hiroshima. Che dire: poco più di un petardo.

Ieri han mandato degli ingegneri nucleari sul posto in ispezione.

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