O fratelli su libero suol

Guardavo distrattamente un video della manifestazione padana che si sta svolgendo a Venezia, quando la mia attenzione si è rivolta ad una scritta, enorme, posta sopra alla zona del palco:

fratelli su libero suol

La conosco! E’ una citazione da Marzo 1821, di Manzoni. A quanto pare questa frase è stata adottata dai giovani padani. La usano quasi come slogan. Ne abusano.

VERGOGNA! Sono arrabbiatissimo. Brutte capre, ma avete provato a leggerla, la bellissima ode che state citando? Si parla dell’esercito italiano che varca il Ticino per andare a liberare la Lombardia e realizzare il sogno di unificazione della nazione italiana. Manzoni, con atteggiamento tutt’altro che leghista, non tratta i tedeschi come “cattivi”, come nemici, ma ricorda loro che ogni popolo ha diritto ad essere libero. Come voi avuto dovuto lottare per la libertà della vostra nazione, così ora facciamo noi. E infatti dedica la lirica e un patriota tedesco morto.

Ve ne consiglio calorosamente la lettura.

Soffermati sull’arida sponda,
Vòlti i guardi al varcato Ticino,
Tutti assorti nel novo destino,
Certi in cor dell’antica virtù,
Han giurato: Non fia che quest’onda
Scorra più tra due rive straniere;
Non fia loco ove sorgan barriere
Tra l’Italia e l’Italia, mai più!

L’han giurato: altri forti a quel giuro
Rispondean da fraterne contrade,
Affilando nell’ombra le spade
Che or levate scintillano al sol.
Già le destre hanno stretto le destre;
Già le sacre parole son porte:
O compagni sul letto di morte,
O fratelli su libero suol.

Chi potrà della gemina Dora,
Della Bormida al Tanaro sposa,
Del Ticino e dell’Orba selvosa
Scerner l’onde confuse nel Po;
Chi stornargli del rapido Mella
E dell’Oglio le miste correnti,
Chi ritogliergli i mille torrenti
Che la foce dell’Adda versò,

Quello ancora una gente risorta
Potrà scindere in volghi spregiati,
E a ritroso degli anni e dei fati,
Risospingerla ai prischi dolor:
Una gente che libera tutta,
O fia serva tra l’Alpe ed il mare;
Una d’arme, di lingua, d’altare,
Di memorie, di sangue e di cor.

Con quel volto sfidato e dimesso,
Con quel guardo atterrato ed incerto,
Con che stassi un mendico sofferto
Per mercede nel suolo stranier,
Star doveva in sua terra il Lombardo;
L’altrui voglia era legge per lui;
Il suo fato, un segreto d’altrui;
La sua parte, servire e tacer.

O stranieri, nel proprio retaggio
Torna Italia, e il suo suolo riprende;
O stranieri, strappate le tende
Da una terra che madre non v’è.
Non vedete che tutta si scote,
Dal Cenisio alla balza di Scilla?
Non sentite che infida vacilla
Sotto il peso de’ barbari piè?

O stranieri! sui vostri stendardi
Sta l’obbrobrio d’un giuro tradito;
Un giudizio da voi proferito
V’accompagna all’iniqua tenzon;
Voi che a stormo gridaste in quei giorni:
Dio rigetta la forza straniera;
Ogni gente sia libera, e pera
Della spada l’iniqua ragion.

Se la terra ove oppressi gemeste
Preme i corpi de’ vostri oppressori,
Se la faccia d’estranei signori
Tanto amara vi parve in quei dì;
Chi v’ha detto che sterile, eterno
Saria il lutto dell’itale genti?
Chi v’ha detto che ai nostri lamenti
Saria sordo quel Dio che v’udì?

Sì, quel Dio che nell’onda vermiglia
Chiuse il rio che inseguiva Israele,
Quel che in pugno alla maschia Giaele
Pose il maglio, ed il colpo guidò;
Quel che è Padre di tutte le genti,
Che non disse al Germano giammai:
Va’, raccogli ove arato non hai;
Spiega l’ugne; l’Italia ti do.

Cara Italia! dovunque il dolente
Grido uscì del tuo lungo servaggio;
Dove ancor dell’umano lignaggio
Ogni speme deserta non è;
Dove già libertade è fiorita,
Dove ancor nel segreto matura,
Dove ha lacrime un’alta sventura,
Non c’è cor che non batta per te.

Quante volte sull’Alpe spiasti
L’apparir d’un amico stendardo!
Quante volte intendesti lo sguardo
Ne’ deserti del duplice mar!
Ecco alfin dal tuo seno sboccati,
Stretti intorno a’ tuoi santi colori,
Forti, armati de’ propri dolori,
I tuoi figli son sorti a pugnar.

Oggi, o forti, sui volti baleni
Il furor delle menti segrete:
Per l’Italia si pugna, vincete!
Il suo fato sui brandi vi sta.
O risorta per voi la vedremo
Al convito de’ popoli assisa,
O più serva, più vil, più derisa
Sotto l’orrida verga starà.

Oh giornate del nostro riscatto!
Oh dolente per sempre colui
Che da lunge, dal labbro d’altrui,
Come un uomo straniero, le udrà!
Che a’ suoi figli narrandole un giorno,
Dovrà dir sospirando: io non c’era;
Che la santa vittrice bandiera
Salutata quel dì non avrà

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7 Risposte

  1. Ah, liberare la Lombardia da tutti gli idioti..

  2. La scelta dei liberi padani è caduta su questa bellissima ode, perchè forse loro ci paragonano agli stranieri che hanno invaso la loro terra.
    Se alla parola Italia, sostituiamo l’inesistente padania, il gioco è fatto.
    Ciao ippaso.
    P.S. davvero bravo a cogliere anche i particolari. Anch’io per un po’ ho seguito, ma ho visto solo bandiere e sentito il biascicare di Bossi.

  3. Ho modificato il post inserendo una immagine screenshot da questo video:

    Ma frasi come:

    Non vedete che tutta si scote,
    Dal Cenisio alla balza di Scilla?
    Non sentite che infida vacilla
    Sotto il peso de’ barbari piè?

    le hanno saltate? Oppure quando Manzoni parla di una unità, prima che politica, culturale, definendo l’Italia

    Una d’arme, di lingua, d’altare,
    Di memorie, di sangue e di cor.

    O ancora il finale, nel quale Manzoni dichiara che sarà “dolente” chi ascolterà queste parole da “straniero”, chi non avrà partecipato alle “giornate del nostro riscatto”.

    Sembra proprio un ammonimento rivolto ai leghisti.
    Leghisti: ne sarete per sempre dolenti!

  4. o Carducci?

  5. stai parlando dei furboni che usano Verdi come inno contro l’Unità d’Italia, ma che pretendevi, che conoscessero Manzoni? Avranno trovato la frase nei baci perugina…

  6. Cacchio ma quante ne sai?
    Ciao a tutti sono tornato!
    In realtà non è vero perchè in questo momento sono preso con un altro blog. ma tornerò tranquilli.
    scià sciàààà

  7. Di certo non mi aspettavo niente di particolare da questa festa leghista, però “fraintendere” in questo modo Manzoni è squallido.

    pal9, spero che nonostante l’altro blog… tu possa continuare a tener su questa nostra piccola baracca.

    Ciao!

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