Il calcio è il nostro sport nazionale: ennesimo post complottistico scritto in un momento di stanchezza.

Domanda: quanti di noi giocano regolarmente a calcio (che ricordo è 11 contro 11 su un campo lungo un centinaio di metri…)? Pochissimi. Direi una percentuale bassissima di italiani lo fa (1%?). Ad esempio io credo di aver disputato la mia ultima partita nell’estate del 1997, e di aver giocato per l’ultima volta “a pallone” – in senso generico – questa estate.

Insomma, il calcio è il nostro sport nazionale perché così ci è sempre stato raccontato… e non perché sia lo sport nel quale ci cimentiamo solitamente. Del resto le nostre città sono attrezzate a soddisfare una eventuale voglia di gioco degli italiani? Chiaramente NO. Certo, ci sono parchetti qua e là, qualche campetto spelacchiato, ma niente di più. E se va male allo sport nazionale va ancora peggio al basket o chenneso, al pattinaggio.

Io credo che loro, i nostri amministratori, ci inducano a sentirci soddisfatti del calcio che vediamo in TV perché non vogliono lasciarci giocare in prima persona. Affinché questi politicanti e notabili di partito possano continuare indisturbati a fare i loro porci comodi, a cementificare mezza Italia, a inquinarla, a renderla sempre più densa di case, di vie, di muri grigi, è necessario che noi non avanziamo (congiuntivo) richieste che li intralcino: non dobbiamo sentire il bisogno di parchi, di prati, di campetti, non dobbiamo sentire che ci manchi nulla di tutto ciò. Al più ci è consentito, anzi imposto, di aver voglia di TV, di 3D, di McDonald, di scarpe firmate, di vacanze di lusso, … Se noi esprimessimo il bisogno semplice (e a costo zero) di giocare a basket per conto nostro, senza esser costretti a guardare l’NBA, o di vivere la natura senza la casa nella prateria, o di vivere in modo sano senza esser costretti a tossire smog o spalmarci strani gel trasparenti sulle mani… allora davvero non saremmo più controllabili da loro.

I nostri bisogni non verrebbero più modellati secondo i piani dei potenti e degli amministratori. Anzi, sarebbero loro a dover operare finalmente secondo i nostri bisogni.

Questo per dire a pal9 che son contento quando mi invita a giocare con lui a basket, anche se poi non ci vado mai…

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7 Risposte

  1. Almeno una volta la gente voleva diventare un calciatore, oggi vuole diventare la troia di turno del Grande Fratello. Bah…

  2. :):):):):)
    Che bella l’immagine dove l’hai presa?
    Credo che il calcio sia lo sport più praticato a livello giovanile e più giocato tra gli amichetti in piazza o nel cortile.

    Detto questo sono perfettamente d’accordo con quello che dici. Anche nello sport conviene far stare la gente a casa, seduta sul divano, sedata dalla televisione, persa in dibattiti inutili fatti da idioti patentati, invece di muovere il proprio culo o seguire i propri figli.

    Mi han detto che l’affitto di una palestra a milano costa sui 100 euri l’ora O_O. Come puoi permetterti di fare qualcosa?
    Ippy ci sei domani per giocare? 🙂
    P.S. oggi non passo a domani, saluti anche a indio (tanto non li legge.)

    • Il calcio è lo sport più praticato sotto i 13 anni, cioè finché le squadre non si rendono conto che non farai fare loro i soldi, che non sei un campione, e ti sbattono fuori o lasciano in un angolino ad allenarti tirando a pallonate contro il muro.

      Io direi che lo sport più praticato in età matura è la “corsetta al parco”, ma chiaramente non è molto vendibile in TV.

      La palestra secondo me è molto utile all’inizio per imparare a lavorare correttamente, poi puoi farne a meno. 100 euro all’ora sono una pazzia, contando che con poche centinaia di euro accumulate piano piano ti crei una palestra più che decente in garage (come ha fatto mio fratello).

      p.s.
      domani non posso, mi spiace! 😛

  3. Il tuo post contiene delle ottime considerazioni, ma secondo me stai dando troppo peso, potere decisionale, e intelligenza strategica per placare le masse a quell’entità che sono gli “amministratori”, e che secondo me in generale non hanno.

    Saluti

    • La frase incriminata è:

      Io credo che loro, i nostri amministratori, ci inducano a sentirci soddisfatti del calcio che vediamo in TV perché non vogliono lasciarci giocare in prima persona.

      Questa è una frase aggiunta dopo al testo, in fase di montaggio, e mi rendo conto che è troppo azzardata.
      Effettivamente non solo Loro (con questa inquietante L maiuscola) a indurci in certi atteggiamenti, anche se è vero che fan loro comodo. Avrei voluto parlare della Storia (nel senso assoluto), l’evoluzione della società, ma sarei entrato in un campo minato nel quale sarei certamente saltato in aria (non ho le competenze necessarie).

      Tolta questa frase, il resto lo sottoscrivo. Facendo riferimento ad un mio precedente post… credo di aver descritto correttamente la situazione, ma di aver dato una motivazione sbagliata.
      Grazie per l’appunto, mi ha fatto molto piacere.

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