La vita è bella?

Riporto una discussione avuta con due amici in quel grande calderone che è facebook.

I personaggi della discussione siamo:
Andrei Coimaschi: tutto nasce dalla sua frase con relativo video condivisi su facebook;
Panna montata: non ce l’ha data. (O almeno  non a me);
Pal9: io.

La discussione è sui contenuti de “La vita è bella” di Roberto Benigni.

Buona lettura!!!

Andrei Coimaschi:
” Tutta la genialità di Benigni è in questo film, stupendo e commovente… per non dimenticare.”

Pal9:
” 🙂 un bel modo di negare l’olocausto”

Andrei Coimaschi:
“Mi sa che non hai capito nulla del film..”

Pal9:
” ‎:) che cosa non avrei capito?
Hai capito perchè la comunità ebraica l’ha criticato così duramente? Sai perchè Charlie Chaplin ha chiesto scusa al popolo ebraico per “il grande dittatore”?”

Panna montata:
” ‎??? ovvero ?? scusate l’ignoranza !!!”

Pal9:
” Charlie Chaplin chiese scusa per il grande dittatore perchè quando lo girò nel 1941 ancora non si sapeva cos’erano veramente i campi di concentramento. Non è buona cosa scherzare sull’olocausto e manco metterci il
ridicolo. Vedete voi per benigni :)”

Panna montata:
” ma sì . non lo metteva in ridicolo , diciamo che lo narrava in maniera soft , io quando l’ho visto avevo 8 anni , e non è facile spiegare a un bambino che cos’era l’olocausto .. ma così ho iniziato a capire e poi , dato
che ho un cervello mi sono informata e ora mi son fatta un idea che continuerò ad arricchire di nozioni .. ma non era una presa in giro ! … cmq dovresti guardare ” il bambino dal pigiama a righe” .. quello sì che è veramente sarcastico sul finale .. veramente doloroso ..

Pal9:
“Scusate se insisto.
Benigni sa sicuramente che un bambino che entrava ad Auschwitz veniva immediatamente messo a morte, che in ogni campo la gente veniva picchiata e umiliata a caso. Però non ci mostra niente di tutto questo.Protegge il pubblico così come il suo protagonista protegge suo figlio. Ci tratta tutti come bambini. La vita è bella è una forma buona di negazione dell’Olocausto.la gente dopo il film è sollevata e felice perchè ha potuto “evadere”. ”

Andrei Coimaschi:
“Io quoto il discorso di Panna.
Il titolo del film si ispira a una frase di Trotzkij: chiuso nel bunker, a Città del Messico, in attesa dei sicari di Stalin, scrisse, guardando la moglie: “malgrado tutto la vita è bella”.
Ci si potrebbe chiedere… com’è possibile intitolare “La vita è bella” un film sull’olocausto. Invece non si può che rimanere commossi dal Benigni poeta, che nelle due ore di film canta il suo inno alla Vita, anche quando il Mondo, questo sì, può essere il peggiore dei mondi possibili. L’idea di salvare il proprio figlio dall’orrore facendogli credere che tutto è un gioco, è una denuncia tanto originale quanto forte. In fondo è un atto estremo di non accettazione della follia nazzista, un non-riconoscerla, non attribuirle importanza. L’equilibrio tra drammaticità e comicita è però perfetto, e nello stesso tempo si ride e si piange. E poi, l’amore…quello di un marito che adora la sua “principessa” e si commuove (e fa commuovere) quando ascolta la Barcarola di Hoffmann, e quello di un padre (ma in fondo l’uno è la continuazione dell’altro) che fino all’ultimo, anche quando va incontro alla morte, ride e scherza perchè il figlio possa continuare a credere che la vita è bella… Quello che più stupisce del film è la sua dolcezza, che non ci abbandona mai, ma anche la sua capacità di far riflettere ed emozionare, non rendendo banale un argomento trattato troppo spesso in modo criminale da registi alla ricerca di facili guadagni. Benigni no, il suo rispetto è maturo e sentito, la sua recitazione ne è la prova più lampante: mai sopra le righe, mai fuori luogo. C’è talento e poesia, amarezza e ottimismo, irriverenza e rigore
morale.

7 nomination e 3 Oscar ed oltre 16 milioni di spettatori in tv.”

Panna montata:
“wow , io e Coi d’accordo su qualcosa non era mai successo !!!! .. cmq credo che lo scopo di benigni non fosse quello di parlarci dell’olocausto come verità storica , la trama infatti è più concentrata sulla vita di una delle tante famiglie …che si è trovata in una situazione crudele e disumana .. ma che evolve in fantasia e gioia di vivere ! credo infatti come dice “pal”( =) ) che che nessuno sia uscito dalla sala e abbia detto “oh guarda come era l’olocausto”ma che piuttosto sia uscito con gli occhi lucidi e sia andato a dormire pensando che ciò e chi aveva di più che aveva fosse veramente prezioso
. perciò credo che se il film , girato in un campo di concentramento, fosse stato girato da qualsiasi altra parte , il messaggio sarebbe stato sempre lo stesso ! certo che centrava con l’olocausto , ma aveva come scopo di far capire
alla gente che nonostante la tragedia la vita è andata avanti , e che dobbiamo impegnarci affinchè l’errore non si ripeta , chiunque lo commetta !!”

Pal9:
“Grazie per le risposte.
@Andrei hai scritto “In fondo è un atto estremo di non accettazione della follia nazzista, un non-riconoscerla, non attribuirle importanza.” Sono molto d’acco…rdo su questa frase. Però questo non è buona è negativa. Non si può non accettare, non riconoscerla non darle importanza. C’è stata.
7 nomination e 3 Oscar ed oltre 16 milioni di spettatori in tv. Questo non è rilevante. Berlusconi piace alla maggior parte degli italiani.
A che film ti riferisci?
La vita è quella che è, non quella che dovrebbe essere (Lenny Bruce). Perchè Guido deve far credere a suo figlio che non è in un campo di concentramento? . Protegge il pubblico così come Guido protegge suo figlio. Ci tratta tutti come
bambini.
@Panna hai scritto “perciò credo che se il film , girato in un campo di concentramento, fosse stato girato da qualsiasi altra parte , il messaggio sarebbe stato sempre lo stesso!” No. Il messaggio non è lo stesso. Perchè oggi sappiamo che cosa sono i campi di concentramento. Nei campi di concentramento la vita si è fermata. Non puoi portare l’umanità nei campi di concentramento perchè servivano a distruggere l’umanita. Gli uomini non erano più uomini.
Il messaggio del film che vedo io è “la vita è bella quindi non guardiamo se va male ma aspettiamo che vada
meglio” No! Non si possono chiudere gli occhi. La mia visione è: “La vita è quello che è. Ha il suo bello e il suo brutto. Bisogna cambiare il brutto e valorizzare il bello.”
Scusate la lungaggine.”

Panna montata:
“cmq per me puoi .. però io non intendevo che sarebbe rimasto tutto uguale fosse stato girato da un’altra parte per quanto riguada la tragedia … ma il messaggio d’amore che permea da quel ddesiderio di proteggere il proprio bambino .. dava… una speranza a quella storia ormai passata .. non si può dimenticare , noi andiamo avanti ma gli errori si ripeono , non di quel calibro ma se facciamo attenzione , ci accorgiamo che si continua a sbagliare .. C’E’ BISOGNO DI CREDERE NEL BENE (CHE MAGARI QUALCUNO CHIAMA DIO , O CMQ PUOI CHIAMARLO COME VUOI) MA SOPRATTUTTO C’E’ BISOGNO DI FARLO !!!”

Pal9:
‎””Credere nel bene” non mi piace come pensiero, preferisco “pessimismo della ragione,ottimismo della volontà”
Ripeto che non puoi portare la speranza in un campo di concentramento perchè i campi di concentramento la speranza, l’amore e l’umanità le hanno distrutte. Strerminate sistematicamente. Se non fai vedere queste cose le nascondi. Benigni nasconde questa parte. Soprattutto c’è bisogno di farlo si :)”

Panna montata:
“va bene okei !!! basta vi prego questi dibattiti sono estenuanti
!!! buonanotte a tutti !!!!!! =)”

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4 Risposte

  1. Non so, non ho una vera opinione sul film, non me ne sono né innamorato né mi ha dato troppo fastidio.

    Immaginando che la cinematografia sia un’arte (e l’arte è principalmente intuizione)… l’intuizione che ha avuto Benigni, per quanto fuori luogo o depistante, lo ha portato a questo film.

    Se poi diciamo che i film non sono arte (e sono fortemente tentato) ma solo intrattenimento (quel che cambia è la necessità dell’artista di esprimere quel che ha sentito), posso anche darti ragione: Benigni poteva risparmiarsi tutti gli errori e le falsità. Ma se è arte… allora non poteva non girarlo così. Non poteva cambiare neanche una sola virgola

    Per intenderci: noi non oseremmo mai criticare un pittore per le imprecisioni storiche della propria opera.

    Quel che io trovo sbagliato è che le TV lo han osannato, il mondo lo ha applaudito così a lungo, le scuole lo fan vedere a quasi tutte le classi, …
    Questo è sbagliato (ma la colpa non è di Benigni).

    Ciao!

  2. Forse non capisco,ma dove ha sbagliato Benigni?
    E’ la morale,che conta ha cercato di proteggere il figlio affinchè non capisse che si trattava di un massacro.Credo che ogni padre cercherebbe di evitare le brutture della vita ai propri figli.
    ciao a presto.

  3. Riprendo un pezzo della discussione:
    “Benigni sa sicuramente che un bambino che entrava ad Auschwitz veniva immediatamente messo a morte, che in ogni campo la gente veniva picchiata e umiliata a caso. Però non ci mostra niente di tutto questo.Protegge il pubblico così come il suo protagonista protegge suo figlio. Ci tratta tutti come bambini.”

    “Ogni padre farebbe cosi”. Si. Il contesto è però un campo di concentramento. Anche questa volontà è stata distrutta nei campi. Non puoi uscire dal contesto così.

    Un film è finzione ma se crei un contesto ci resti dentro. Soprattutto quando il contesto è l’olocausto.

  4. Sono finita qui facendo una ricerca incrociata su Google “Pulcinella + la vita è bella”, perché mi sembra di ricordare di sver letto in un libroda bambina, le storie di Pulcinella, che finivano tutte così: “questa è la storia di Pulcinella, il mondo è brutto, la vita è bella”. Qualcuno qui ha mai letto questo? Sono l’unica a credere che possa essere una citazione autentica ? 🙂

    Comunque per quel che vale sono d’accordo con chi loda Benigni per il film, il suo modo di leggere gli eventi è lo stesso anche ne “La tigre e la neve”, in cui impersona un poeta che si fa quasi sparare in Iraq perché si presenta appunto come poeta. Luis Sepulveda è un sopravvissuto alla tortura e ha scritto “la Gabbianella e il Gatto che le insegnò a volare”, e non a caso il Gatto alla fine porta la Gabbianella da un poeta.

    Sull’accusa di non-realismo, ricordo che il bambino viene tenuto nascosto tutto il tempo: certo nel mondo reale lo avrebbero trovato e ucciso, ma il bambino spettatore capisce bene che il bambino viene tenuto nascosto per un motivo, e c’è anche la scena in cui Benigni cammina in mezzo al campo e trova il cumulo di vestiti abbandonati. Scena silenziosa, che chiama certamente molte spiegazioni.

    Non credo che esista UN unico modo giusto di raccontare le cose (né che il numero di spettatori o i premi siano un indicatore di qualità assoluto). Ma secondo me “La vita è bella” ha il pregio di poter essere proiettato a dei bambini, che capiranno la storia senza essere offesi da alcuni dettagli troppo crudi, quelli possono essere forniti più avanti (DEVONO essere forniti più avanti). Per contrapposizione penso al film “Giona”, anche quello con protagonista un bambino ma in cui la trama era assolutamente incomprensibile e che credo non lasci proprio niente in ricordo, malgrado le intenzioni.

    Sono d’accordo inoltre con chi dice che la Shoah è stata usata per fare film mediocri puntando sull’effetto emotivo – ma non mi pare proprio questo il caso.

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