Le crisi come le aveva descritte e previste un signore con la barba lunga nel lontano 1848.

Basta menzionare le crisi commerciali che, per il ritmo periodico, mettono in ogni istante più in dubbio l’esistenza della società borghese. Ogni crisi distrugge regolarmente, non soltanto una massa di prodotti già creati, ma anche gran parte delle stesse forze produttrici.

Una epidemia colpisce l’umanità, che nelle epoche precedenti sarebbe sembrata un paradosso: è l’epidemia della sovra-produzione. La società si trova immediatamente rigettata in uno stato di momentanea barbarie: si direbbe che uno sterminio le porta via tutti i mezzi di vita: l’industria ed il commercio sembrano paralizzati. – E perché? – perché la società ha troppa civiltà, troppi mezzi di sussistenza, troppa industria, troppo commercio. Le forze produttrici di cui essa dispone non assicurano più le condizioni della proprietà borghese; al contrario, esse sono diventate così potenti per queste condizioni, che son diventate ostacoli; e tutte le volte che le forze produttrici sociali spezzano gli ostacoli, esse gettano nel caos la società intera, e minacciano l’esistenza della proprietà borghese. Il sistema borghese è diventato troppo stretto per contenere le ricchezze che creaCome fa la borghesia per superare queste crisi? Da una parte con la distruzione forzata d’una massa di forze produttrici, dall’altra conla conquista dei nuovi mercati e il miglior sfruttamento dei vecchi.

Cioè essa prepara delle crisi più generali e più terribili, e riduce i mezzi per prevenirle.

Gli operai, costretti a vendersi di giorno in giorno, sono della mercé come tutti gli altri articoli di commercio; essi subiscono per conseguenza tutte le fluttuazioni del mercato.

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10 Risposte

  1. Ogni epoca a la sua decimazione,dopo anni di fascismo abbiamo dovuto cominciare a vivere di nuovo,come negli anni passati.Poi la ricostruzione,adesso siamo sull’orlo di una crisi,vedi Tunisia,Albania attentati.Abbiamo precorso i tempi dal dopoguerra che non ci siamo neanche accorti che tutto è quasi surreale,l’operaio
    costretto a regredire,il vecchio forse a prendere una manciata di spaghetti al supermercato,i giovani che non trovano lavoro ,oppure se sono fortunati trovano lavori precari.Ma come se tutto questo non bastasse siamo tornati ai tempi feudatari.
    Mi sembra una selezione naturale,come avviene negli animali selvatici,quando sono in comunità eccedenti,subentra un virus che resistono solo quelli più forti.
    Capisco di non essere troppo allegra ma penso se non cambia qualcosa e anche alla svelto saremo un pò più tristi tutti.
    Ciao ippaso. 🙂

    • La “nuova modernità” di questo passo fa impressione. Sembra proprio che parli di noi, oggi.

      Le crisi ogni volta finiscono e fan partire una nuova fase di euforia e tutti rimuovono l’idea della crisi assieme alla coscienza che la nuova euforia preparerà una crisi ancora più estesa.
      Dovremmo iniziare a prevenire, anziché curare con questi metodi che tutti noi riteniamo ingiusti.
      😀
      Ciao Gibran, grazie sempre per i tuoi interventi.

  2. Beh, io direi che, prima di tutto dovremmo iniziare a rivalutare il concetto di ” tristezza” e ” felicità”, ridare il giusto valore all’avere, all’apparire e considerare l’ipotesi di “sobrietà nei consumi”.
    Fatto questo, dovremmo prendere consapevolezza che l’ingiustizia globale sta iniziando a farsi sentire…Le multinazionali guardano con interesse all’est e al sud del mondo, dove possono trovare a basso costo materie prime e manodopera efficiente ( aumentando cosi l’ingiustizia e il divario sociale tra la maggioranza della popolazione e l’elite dei potenti).
    Infine, prendere coscenza che un eventuale azione, che per le norme statali sarebbe considerata truffa, fatta ad arte e finalizzata a uno spostamento di capitale dai pochi ai più, non sarebbe da considerarsi “rubare” ma “riappropriarsi di ciò che era stato precedentemente rubato”!!!

    Fine della crisi!

    • Mery, sono pienamente d’accordo con te e il tuo commento mi piace tantissimo e lo leggo con piacere.

      Credo che non pochi siano coscienti di queste cose, ma sia la sobrietà sia la giustizia sociale richiedono un impegno che molti, forse arresi, sembrano non poter più profondere.

      Ciao

    • Assolutamente d’accordo anche io, come con l’articolo (il ecchio arbona la sa sempre lunga).
      All’inizio parli di quella che io chiamo una rivoluzione culturale che debba colmare i vuoti nati in questa società di consumi sfrenati.
      Per far ciò l’arte è sempre il mezzo più efficace 🙂

  3. Ops dimenticavo…mi hai cancellato da facebook, posso sapere perchè?

    • Ma noooo! Ti assicuro che non l’ho fatto io! Ora non posso accedere a Facebook (qui dove sono ora è bloccato)… ma stasera appena arrivo a casa controllo.
      Qualunque cosa sia successa mi spiace.

      Sul mio indirizzo di posta ho cercato “Farfallaleggera” e ho ritrovato la mail di amicizia stretta il 28/10, un commento del 29/11, ma non ho niente su cancellazioni, quindi credo di non averlo fatto neanche inavvertitamente.

      Appena posso accetterò senz’altro la tua nuova amicizia 🙂

      Ciao, a presto… su FB!

  4. “i simpson sono forse più importanti del capitale di marx” (matteo renzi, pd)

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