“Naturalis facultas eius quod cuique facere libet”

mario monti, ebreo massone goldman sachs bildeberg o che altro?

Mentre gli italiani continuano a sospettare di Monti (massone, sionista, avanguardia in Italia di un qualunque potere forte), stanno arrivando le “liberalizzazioni”.

I partiti? N.P.

La politica italiana pare quel che rimane di un campo di battaglia una volta che gli eserciti lo han abbandonato. Un silenzioso deserto che loro chiamano falsamente “pace” (loro, i capi degli eserciti) o “larga intesa” (loro, i leader politici).

In una fase di crisi capitalistica, privatizzare e “liberalizzare” significa anche attribuire la colpa al welfare, alle sfumature socialiste della società. Vedremo se cancellando queste e rendendo monocromatico il dipinto ne usciremo vivi.

Ci tengo infine a sottolineare la virgolettatura del termine “liberalizzazioni”: infatti io credo che esista una differenza profonda tra liberalismo (morale) e liberismo (economico).
A proposito… dimenticavo il titolo: il liberalismo deve avere come risultato la libertà per ciascun uomo di poter fare ciò che ha nella propria facoltà naturale. Di seguire le proprie inclinazioni e i proprio sogni.
Questo motto latino sarà perciò il mio metro per le riforme.

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12 Risposte

  1. Se “ogni uomo potesse fare solo ciò che ha nella facoltà naturale”, sarebbe il paradiso, pace, felicità per tutti. O no?
    E se le mie inclinazioni naturali contrastassero con quella di un altro?
    Io credo che per vivere bene fra persone diverse per tanti motivi, ci vogliano regole, regole umane, non imposizioni, ma regole che consentano una vita comune degna di essere vissuta.
    Grazie ippaso, assumo anch’io come metro per le riforme questo motto latino, tenendo sempre presente comunque anche le necessità degli altri. Una buona giustizia sociale e nessuna povertà.
    Ciao, un abbraccio.

    • Ecco!
      Il saluto originale era stato interpretato da me come una dialettizzazione di “Coraggio!”… che strano… 🙂

      Naturalmente bisogna tener presente le necessità degli altri. Oggi ho sentito delle preoccupanti anticipazioni sul futuro della sanità che assolutamente non mi piacciono.

      Ciao un abbraccio a te!

  2. Il problema è che qui si tende sempre più spesso all’imposizione di qualcosa e questo per l’equilibrio degli uni tra gli altri è assai nocivo.

    • E’ vero, lo stiamo vivendo anche oggi…
      Per ora però vedo solo tante “proteste di categoria”, poco efficaci. Nessuno per ora riesce a fare sintesi delle proteste e tirar fuori una voce unanime con un progetto alternativo.

      Insomma, ho i brividi al solo pensiero che l’imposizione dei tecnici è tutto quel che abbiamo ora…

  3. Pur condividendo tutto quello che ho letto, secondo me è utopia bisognerebbe capovolgere il mondo per far capire agli uomini la giustizia sociale,non c’è mai stata e credo che non ci sarà.
    Pessimista eh!ma credo che come siamo messi di spazio all’ottimismo è la da venire.
    Ciao ippaso.

    • Ieri era la giornata della memoria. Proprio i partigiani e gli Alleati sono gli ultimi ad aver “capovolto” l’Europa. Ma loro avevano chiari gli orrori da sradicare (dittature, razzismo, odio, lager) e con cosa li volevano sostituirle (una Costituzione, democrazia, libertà).

      Ma noi oggi… se anche ci sbarazzassimo di tutta l’ingiustizia che ci circonda… con cosa potremmo sostituirla, praticamente?
      Possiamo sicuramente “cambiare le persone”, trovare donne e uomini migliori che ci governino, ma il sistema, riusciamo a pensarne uno davvero diverso e “rivoluzionario”, come fecero i partigiani non molti decenni fa?

      Ciao Gibran, a presto,
      mi piace sempre, leggere i tuoi commenti.
      🙂

  4. Sei troppo buono,ma alle volte non ci capisco una cippa.
    Ciao buona domenica 🙂

    • Alle volte sono io che mi introfacchio (si dice introfacchio? no? mannaggia… allora diciamo ingarbuglio vah!) con le parole… 😀

      Poi magari rileggo quello che ho scritto dopo qualche giorno… e non capisco manco io cosa volessi dire…

  5. Quarda ippaso che MANCO è una parola toscana,non rubare i dialetti.
    Ciao un abbraccio. 😦

  6. Credo che il tuo motto sia un buon metro di giudizio…

  7. Uno dei problemi fondamentali è l’assoluta mancanza di una identità politica. Si procede per “mode”, ora sono tutti pro federalismo fiscale, dal Caro Presidente all’ultimo dei garzoni di partito, e dai pulpiti, quasi fossero infallibili per dogma papalino, ci spiegano che questo “è necessario” e quello “si deve fare”, quando non è affatto vero o almeno è discutibile. La politica è inutile proprio per questo (non inutilissima, nel qual caso per me sarebbe un godimento e un patrimonio) non vi è una idea dietro alle azioni, ci si lascia trasportare dalla corrente del momento e le beghe sono sulle cose marginali o sopra alcuni concetti giusto perché si deve fingere una differenza con altri partiti.

  8. @ Godot: Ehi ciau! Sì vero? Ogni tanto mi torna in mente nella giornata (maccheronizzato, perché il latino non è mai stato il mio forte ahimé) e mi piace sempre.

    @Antonio: grazie per il commento. Aggiungo che ora al Governo abbiamo i tecnici… gli stilisti della politica, quelli che le mode le inventano o le ripropongono stagionalmente ai politici (e loro, i politici, puntualmente le seguono)…

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