εγώ, Epicuro

Epicuro credeva che l’Atarassia fosse la via per raggiungere il piacere (Cit. “non alludiamo ai piaceri dei dissoluti o a quelli dell’ebbrezza, …, ma al non aver dolore nel corpo né turbamento dell’anima”). Partendo da una accurata e oggettiva conoscenza del mondo, e soprattutto dallo studio delle scienze naturali, egli mira alla semplice eliminazione di tutti i possibili turbamenti. L’uomo epicureo deve limitarsi a provvedere ai propri bisogni naturali (mangiare, dormire), a soddisfare qualunque eventuale desiderio umano non necessario (chenneso, far sesso, mangiare bene e con abbondanza, bere vino), e ad allontanare i desideri vani (potere, ricchezza, …). Non c’è morale che tenga (se gli dei esistono, sono in una condizione di beatitudine e non si curano delle vicende umane e del nostro comportamento: noi siamo totalmente liberi di vivere come vogliamo!), e non c’è paura a frenarci (i dolori non sono che passeggeri, e il timore per la morte è assolutamente infondato, dal momento che non la possiamo provare – quando lei è arrivata noi non ci siamo più).

Spesso Epicuro è stato accusato di empietà, per via della promiscuità del giardino-scuola nel quale insegnava (erano ammessi perfino schiavi e donne!) e per via del suo pensiero libertino (come spiegato, invitava a soddisfare qualunque desiderio, non esistendo una morale divina). Allo stesso tempo altri pensatori ne han sottolineato lo stile di vita molto parco (sulla barra destra del blog ho una citazione di Epicuro molto eloquente: “Mandami un pentolino di formaggio, perché io possa far baldoria quando ne ho voglia”). Nietzsche immaginava la scuola epicurea come “Un giardino, fichi, piccoli formaggi e insieme tre o quattro buoni amici”.

Insomma, l’epicureo è un uomo privo di freni morali e psicologici, teoricamente molto aperto alle esperienze più sfrenate, ma in pratica molto tranquillo e misurato. Evita ogni fastidio o complicazione, scansa le situazioni che possan causargli qualche noia o anche solo farlo oscillare dal suo centro gravitazionale, non si intromette nelle faccende pubbliche (politica e epicureismo non sono conciliabili), non si pone obiettivi sociali e non vive al ritmo della comunità. A proposito di questa apparente contraddizione tra teoria e pratica, ho apprezzato molto il professore che scrisse che “Epicuro era un libertino non dedito al libertinaggio”.

Ad oggi gli epicurei sono esseri essenzialmente rari e schivi, o comunque difficili da riconoscere. La nostra società si basa molto sulla condivisione del piano morale e sociale e sulla costruzione di obiettivi borghesi (il pezzo di carta, la famiglia, il posto fisso e magari una lenta scalata più per anzianità che per meriti, un appartamento o meglio ancora una villetta a schiera, …). Ecco, in questa attuale situazione, potete capire come l’epicureo viva ai margini, convinto che tutto ciò porti all’insicurezza e a una infelicità sfrenata.

Termino il post con le parole di chiusura della lettera che Epicuro scrisse a Meneceo:

Medita dunque queste cose e quelle dello stesso genere giorno e notte, in te stesso e con chi è simile a te, e non avrai mai turbamento né nel sonno, né da sveglio, ma vivrai come un dio fra gli uomini: perché in nulla è simile a un mortale un uomo che viva fra beni immortali.

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11 Risposte

  1. Se ho ben capito Epicuro insegnava alla gente a coltivare il proprio orticello,senza curarsi degli altri.Se è così questa filosofia non mi piace,l’uomo è nato per stare assieme a prescindere dai loro pensieri.Sbaglierò sicuramente ma oggi tutto questo si chiamerebbe massoneria.
    Quello che invece mi piace e vorrei sapere è come togliere i dolori dal proprio corpo.
    Forse è un commento sballato ma ti ripeto di filofia non mi intendo.
    Ciao ippaso e buona domenica.

    • Su questo ti do ragione: è facile fare i filosofi quando si è in salute e con la pancia piena. Sicuramente, quando affermava che il dolore è passeggero, Epicuro stava bene.

      Anche io guardo con sospetto questa filosofia, anche se spesso riconosco in una parte di me quel che ho descritto qui nel post.

      Ciao, buona domenica a te!!! 🙂

      P.S.
      Di storia della filosofia non so nulla neanche io, ma poche settimane fa ho letto le lettere di Epicuro e ho deciso, a mente fresca, di farne un post.

  2. Se vuoi ridere fallo pure ,da quando ho letto il post c’era qualcosa che mi girava in testa,sono andata a quardare i miei libri, toh.. ho trovato “i giardini di Epicuro” lo avevo comprato ma non ancora non avevo letto.
    Adesso che faccio lo leggo o lo lascio dovè?
    Ciao ippaso. 🙂 🙂 🙂

    • 😀
      Gli strani incroci del destino…
      Io direi… prova a leggerlo, inizia, e poi se ti annoi lascialo perdere… o almeno, io di solito faccio così!

  3. Un Oscar Wilde “prima maniera” direi 😉

  4. Il filosofo tipo! 😀

  5. 🙂
    In compenso devo dire che la sua apertura mentale mi ha colpito, e ho anche apprezzato diversi aspetti della sua filosofia.

  6. Sarà che in questo momento il mio cervello non accetta filofie,ho cominciato il libro ma mi sono addormantata.Forse quando sarò più tranquilla chissà che non coinvolga.
    Ciao ippaso.

  7. La filosofia ci aiuta a ragionare sul senso delle cose, della vita, sul nostro “stare al mondo” e, chiaramente, ogni filosofo lo fa a modo suo. Ho sempre pensato, fin da quando l’ho studiata per la prima volta, e lo penso ancora, che sia in ogni caso salutare studiarla, leggerla, insomma prenderla in considerazione, a prescindere dal fatto che si condivida o meno una linea di pensiero. Per quanto riguarda gli epicurei, poi, li ho sempre un po’ invidiati per quella capacità, apparente o reale non so, di godersi la vita, senza preoccuparsi troppo degli affanni quotidiani, e credo che, senza esagerare, un po’ di Epicuro nella nostra esistenza male non fa 😉

    • Troppi affanni, troppi!
      Non ricordo come lo presi, quando studiai Epicuro la prima volta, ma son contento che mi sia ricapitato di leggerlo.

      Ciao, a presto!

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