La mostra delle atrocità ft la speculazione.

Ultimamente si sente ripetere da politici e giornalisti che l’Italia è solida, ma che dei farabutti stanno “speculando” sui titoli italiani (in particolare sui titoli di Stato) facendo il bello e il cattivo tempo secondo il ritmo delle loro vendite, dei loro acquisti e della loro attività sessuale.

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Dorcas Gustine

Qualche giorno fa ho riportato il testo dell’epitaffio del dottor Whedon (si parla dell’Antologia di Spoon River). Ora ne propongo un altro molto più bello sempre dalla stessa opera. Questo è uno dei miei preferiti, tanto che oltre ad essere inciso sulla tomba di Dorcas Gustine, lo è anche nella mia mente.

Non ero amato da quelli del villaggio,
ma tutto perché non avevo peli sulla lingua,
e affrontavo chi m’insultava
con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire
segreti rancori o rammarichi.
È molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano,
che nascose il lupo sotto il mantello,
e si lasciò divorare, senza un lamento.
È più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso
e combatterlo apertamente, magari per strada,
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sarà forse un organo ribelle –
ma il silenzio avvelena l’anima.
Mi biasimi chi vuole – io sono contento.

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Rango

Sono andato nuovamente al cinema. Anche stavolta a vedere un western (o sedicente tale): Rango.

Ecco qualche informazione di base: film d’animazione, il regista è lo stesso di Pirati dei Caraibi (che non ho mai visto, ma pare che per molti sia un cult), il protagonista è un camaleonte (credo).

Anche stavolta in sala eravamo in pochi, ma quei tre o quattro bambini bastavano per rendere rumorosa la sala. Non che la cosa mi dispiaccia, intendiamoci. Il film migliora in un certo senso, e anche i registi ne son consci. Spesso, questi, per vincere l’asetticità e la precisione tecnologica dell’ambiente di riproduzione, creano dei contrattempi volontari come l’ “effetto pellicola che va fuori quadro”, o quelle strisce nere verticali stile proiettore di bassa qualità, … roba così.

Queste cose le ho viste anche in Rango, ma non so se eran proprie del film… o della sala del mio paese… chissà…

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The Machine

Realizzato in America il primo robot giornalista.
Si firma “The Machine”
e non fa altro che scrivere tutto il giorno di baseball.
Qualunque cosa succeda nel mondo,
imperterrito
imperturbabile.

Tale e quale al nostro StudioAperto,
ma con le palline da baseball
al posto
delle tettone della Marcuzzi.

Nuove frontiere in tv

Dopo avervi narrato le meraviglie televisive di italia 7, un’altra rete ha attirato di recente la mia attenzione per i suoi programmi alternativi (niente porno d’autore purtroppo, solo reality trash ma di stile): la cara vecchia Mtv!

Inizamo con A Shot at Love with Tila Tequila, già il solo nome della protagosita Tila Tequila vale tutto il programma. Questo reality sembrerebbe la classica vaccata stile “uomini e donne” nostrano, se non fosse per la bisessualità della protagonista. Così a contendersi il cu..ore di Tila Tequila (lo adoro questo nome, chiamerò così il mio cane) ci sono sia uomini che donne, insomma si tratta di una bella ammucchiata senza disitinzioni di sesso. Questo reality si è distinto anche per aver creato un personaggio che ha conquistato tutta l’America: Domenico Nesci. Come facilmente si capisce il nuovo mito americano è di origini italiane e, pur non affascinando Tila Tequila, è piaciuto così tanto al pubblico da meritarsi un programma tutto suo That’s Amore. Che dire, con lui e Silvio il nostro buon nome è esportato con successo.

Arriviamo al programma che ha attirato maggiormente la mia morbosa attenzione: Fist of Zen. A prima vista può sembrare una rivisitazione dei bei tempi della Santa Inquisizione: dei giovani vengono torturati in una chiesa. Purtroppo nelle edizioni successive l’ambientazione è stata cambiata, passando a biblioteche e musei perdendo così notevole fascino.
Le torture sono di vario genere, una su tutte: la tirata del collo del serpente. Nel video che vi propongo qui sotto invece un giovane sventurato viene violentato da due lottatori di sumo in una biblioteca.

Il mostro di merda

C’è un grazioso centro commerciale di una graziosa cittadina nel North Carolina. Un classico paradiso americano con villette a schiera e famigliole con bambini piccoli che passeggiano rilassate per i viali alberati. Ebbene, come nel più classico dei film horror (o lo special di Halloween dei Simpson), questa serenità cela un terribile segreto.

Nel film si scopre che la famigliola americana perfetta ha, nascosto nella soffitta, un figlio deforme. Nutrito con lische di pesce e avanzi dei pastoni dei cani non è mai uscito dalla propria prigione. E quando lo farà scatenerà tutta la propria rabbia repressa (e gli horror insegnano che chi è deforme è certamente fortissimo).

Il segreto del Cameron Village di Malphrus è simile, ma non va ricercato in alto, nelle soffitte del villaggio, bensì in basso, nelle fogne.

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Anche Obama è stato berlusconizzato

Vi ricordate tutti che Papi Silvio aveva suscitato scandalo affermando che Obama è giovane bello ed abbronzato? Nonostante questo anche Obama è stato berlusconizzato. Questi, dopo aver accolto a braccia aperte il nostro Prmeier chiamandolo my friend, si è attardato con Lui a parlare di politica (o più verosimilmente di tette culi e veline). Di lì a poco il geniale Silvio ha piazzato la zampata vincente portandosi a casa tre prigionieri di Guantanamo (anche se forse avrebbe preferito ricevere in dono tre guerriere da Gheddafi…).

Durante questo incontro Obama è stato berlusconizzato. In un paio di giorni sta già iniziando a mostrare i primi sintomi: eccolo in questo video mentre dà la caccia in diretta ad una mosca, la uccide, e si bulla davanti a tutti i giornalisti e con fare molto sbruffone chiede ai giornalisti di inquadrare il cadavere del nemico.

Eh sì, noi credevamo che Walt Veltroni fosse l’Obama italiano, ed invece scopriamo che Obama è il Berlusca Americano.