Twinkieeeeeees!

In Cina alla fine degli anni ’80 i giovani scesero in Piazza Tienammen contro il sistema comunista cinese. Chiedevano una svolta liberista: qualcuno riassunse, non senza suscitare polemiche, che i giovani reclamavano la libertà di bere Coca Cola.

Ora in America accade qualcosa di tanto simile e opposto da sembrare riflesso in uno specchio. I giovani chiedono una svolta anti-neo-liberista e si mobilitano per chiedere la nazionalizzazione dell’industria dei Twinkies.

Le società liberiste si stufano degli squali della finanza proprio come le società socialiste di stufano degli immobili (e immobilizzanti) notabili di partito. Ora, io trovo insopportabile il bisogno di Coca Cola e di Twinkies e dell’altra spazzatura commerciale che il capitalismo ci propina, e spero che verrà abbattuto a spallate di cultura e felicità (bah), ma nel frattempo resta fermo il diritto individuale di comportarsi in questo modo:

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I TG, il terremoto di Roma e la comunità cinese.

Chi ha visto i TG oggi mi ha raccontato di servizi canzonatori (chiaramente dei soliti TG, non faccio manco i nomi) a proposito del terremoto previsto a Roma oggi e di chi aveva paura di questo.

I TG han mandato tutti i giorni servizi su questa imminente catastrofe (tra un culo di Pippa e una foto di Obama straziato), e ora son loro stessi a testimoniare il panico che han generato. In particolare nella comunità cinese. Ho trovato sul tubo questo servizio del TG3 (che è anche immagino l’unico servizio che più si sia avvicinato alla decenza – senza ahimé raggiungerla – sull’argomento):

Insomma, i cinesi han avuto paura e son fuggiti in massa da Roma. E ora li si piglia per il culo (il TG3 in realtà non l’ha fatto, ma altri si son divertiti un sacco). Ma ragioniamo un attimo:

Loro si trovano in un Paese straniero, non conoscono bene la lingua, riescono a intercettare solo informazioni confuse. E all’improvviso capiscono che si parla di una catastrofe, nella propria città, decine di migliaia di morti previsti, i TG ne parlano da settimane, indicano la data, mandano a ripetizione immagini apocalittiche. Loro, poverini, capiscono quel che riescono. Non ne comprendono bene i termini, intuiscono che la cosa puzza, ma si sentono in pericolo, e nel dubbio scappano.

Non fa parte della loro cultura un TG che spari cazzate.

Io se in un Paese straniero mi ritrovassi in una situazione analoga, probabilmente farei lo stesso (o forse no? Perché essendo italiano ormai non credo più a nulla. Vi ricordo come abbiam schifato i vaccini contro le ultime epidemie mondiali annunciate. Chissà).

Comunque, non sopporto che poi li si pigli pure per il culo.

l’undicesimo fiume al mondo

Prima è arrivato l’uomo sulle coste del Mekong, ed è scomparsa gran parte della fauna.
Poi sono arrivate le fabbriche, i detriti, i rifiuti tossici, ed è scomparsa gran parte della vegetazione.
Infine sono arrivate le centrali idroelettriche, ed è scomparsa anche gran parte dell’acqua.

Un disastro ecologico enorme. Senza quell’acqua non sopravvive nulla: né la fauna, né la flora, né il fiume stesso… né l’uomo. La siccità miete moltissime vittime nella zona.

Ora si vuole correre al riparo. La Cina ha dichiarato che salverà il fiume inseminando le nuvole e provocando piogge controllate.

E lasciarlo un po’ in pace, sto fiume?


foto ANSA

il maiale dei cinque fiori

Una leggenda vuole che Mao Tse Tungfece ricorso al porcello per costruire il suo cervello“. Il porcello in questione è un maiale di una specie molto rara e rintracciabile sono nelle campagne dello Hunan, nel sud della Cina, nelle quali Mao mosse i primi passi. Il maiale in questione è il leggendario Maiale Rosso. Il soprannome maiale dei cinque fiori è dovuto ai suoi ben CINQUE STRATI DI LARDO. Una delizia per il palato unica al mondo.

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