Piccolo esercizio di libertà.

Ecco come la Repubblica Democratica Popolare di Corea ha accolto la morte del proprio Presidente Kim Jong Il:

Tutto questo accade in un Paese che noi vediamo essere sotto dittatura, ma che ufficialmente si pone come Democratico (e Comunista).

Non dobbiamo assolutamente guardare con superiorità questi coreani con il cervello lavato, pensando che si tratti di problemi che non ci riguardano perché relativi solo alle dittature. Pensiamo alle parole di Gobetti:

Il contrasto vero dei tempi nuovi come delle vecchie tradizioni non è tra dittatura e libertà, ma tra libertà e unanimità.

Ecco, ora, per evitare di liquidare il video con la convinzione di essere immuni da tutto ciò, chiediamoci se anche noi, nel nostro democratico mondo Occidentale (nel nostro modo di vestire, di parlare, di organizzare la giornata, nelle TV, nei giornali, …), riconosciamo – anche solo in maniera sfumata – il seme già germogliante di questa perversa unanimità.

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I libri di Agosto e Settembre

Quando ad Agosto ho capito che non avrei avuto neanche un giorno di vacanza, sono andato a prendere due libri in biblioteca, e da allora (ri)presemi del piacere di leggere sì forte, che ancor non m’abbandona. Ecco in ordine i libri di Agosto e Settembre, se non ne dimentico qualcuno:

  • J.G. Ballard: La Mostra Delle Atrocità
  • P.P. Pasolini: Teorema
  • L. Bianciardi: L’Integrazione
  • Flann ‘O Brien: Il Terzo Poliziotto
  • E. Vittorini: Conversazione In Sicilia
  • P. Dick: I Guardiani Del Destino E Altri Racconti
  • P.P. Pasolini: La Divina Mimesis
Ottobre sta iniziando di nuovo con P.P. Pasolini (Ragazzi Di Vita). Nell’elenco ho messo solo i libri iniziati e finiti, ho escluso quelli che sto leggendo praticamente da una vita…
Se vi interessa qui sotto potete trovare le mie impressioni:

Un paio di foto

Oggi due foto che han fatto il giro del mondo.

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Moderato a chi?

Oramai tutti saprete dall’attacco della Moratti a Pisapia durante il confronto televisivo su Sky. L’attuale sindaco, approfittando del fatto che avesse l’ultima parola, ha attaccato Pisapia accusandolo di un reato grave (un furto che avrebbe fatto da anticamera ad un sequestro e pestaggio si un giovane), mentendo sulla sentenza definitiva.

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40 anni fa: la rivolta di Reggio Calabria

Iniziamo con una domanda. Qual è il capoluogo della Regione Calabria?

Risposta: Catanzaro, ma il Consiglio si riunisce a Reggio.

E perché?

Cosa accadde nel Luglio del ’70 a Reggio? Un evento della storia italiana nascosto sotto al tappeto: La rivolta di Reggio Calabria.

Nel luglio del ’70 viene assegnato a Catanzaro il titolo di Capoluogo di Regione. E Reggio insorge. Una rivolta scoppiata il 10 luglio e durata otto mesi. 5 morti, 2000 feriti, 800 arresti. Porti, aeroporti, strade, ferrovie, banche, poste, tutto bloccato. Viene incendiata una caserma, una autocolonna di militari attaccata con le molotov. Guerra, insomma. Arrivano anche i carri armati.

Partiti e sindacati si fanno da parte, la gente li sconfessa. Vengono nominati tre capi della rivolta: il sindacalista Ciccio Franco, l’ex comandante partigiano Alfredo Perna, e Demetrio Mauro (quello del caffè). Sciopero totale, selvaggio ed a oltranza.

La rivolta prende presto una piega di estrema destra, non di rado si canta Boia chi molla e altri slogan di stampo fascista. Si sospetta un tentativo di golpe. Eppure Saragat si dichiarerà solidale con la rivolta. Non è un golpe fascista, secondo lui, ma è uno sfogo di gente che si sente esclusa dal progresso e dalla vita pubblica italiana.

La politica raggiungerà dopo 8 mesi di guerriglia (quando ormai anche la gente non ne poteva più) un compromesso: Catanzaro e Reggio si divideranno i compiti, e Reggio avrà delle nuove fabbriche, che garantiranno 10mila posti di lavoro.

Per la costruzione delle fabbriche inizierà uno scempio ecologico allucinante, che poi non porterà a nulla (le fabbriche non sarebbero mai entrate in funzione). Intanto i costi per la Regione aumentano a dismisura. Tanto che ancora oggi la Calabria paga questa scelta.

Video su youtube

Lezioni di storia italiana

Misteriosamente, quando una quinta superiore arriva a studiare in storia la morte di Mussolini… arriva anche la Matura. Nessun professore è mai riuscito ad insegnare la storia italiana del dopo-dopoguerra. O nessuno ha mai voluto farlo.

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Porno-politica!

Oggi voglio parlarvi di un genere cinematografico molto interessante: la Porno politica. Un genere che nel nostro Paese va alla grande, perché riunisce due delle tre passioni (politica, calcio e figa) di ogni maschio italico. In particolare voglio soffermarmi su una pellicola di origine spagnola: El Facha: la visita, ovvero il fascista: la visita. Questo pornazzo è stato girato due anni fa ma è balzato agli onori della cronaca solo in questi giorni perché si è scoperto che alcune delle scene più interessanti son state girate nel mausoleo della Valle de los Caidos, dove è seppellito il dittatore Franco con 34.000 caduti di entrambi i fronti della guerra civile. Il monumento in questione fu voluto da Franco e costruito usando il lavoro forzato dei prigionieri politici, ed è quasi un luogo di culto per l’estrema destra spagnola.

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