21 grammi

Mi è capitato una volta, contravvenendo a un precetto di San Paolo, che il sole tramontasse sulla mia ira. Anche se dire ira è esagerato – ero solo un pochetto arrabbiato – questo fatto resta comunque un evento assai raro, visto il mio carattere mite. Quella sera il letto si ruppe sotto al mio peso: la congiunzione tra il corpo del letto e la gamba in fondo a destra cedette.
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Piccolo esercizio di libertà.

Ecco come la Repubblica Democratica Popolare di Corea ha accolto la morte del proprio Presidente Kim Jong Il:

Tutto questo accade in un Paese che noi vediamo essere sotto dittatura, ma che ufficialmente si pone come Democratico (e Comunista).

Non dobbiamo assolutamente guardare con superiorità questi coreani con il cervello lavato, pensando che si tratti di problemi che non ci riguardano perché relativi solo alle dittature. Pensiamo alle parole di Gobetti:

Il contrasto vero dei tempi nuovi come delle vecchie tradizioni non è tra dittatura e libertà, ma tra libertà e unanimità.

Ecco, ora, per evitare di liquidare il video con la convinzione di essere immuni da tutto ciò, chiediamoci se anche noi, nel nostro democratico mondo Occidentale (nel nostro modo di vestire, di parlare, di organizzare la giornata, nelle TV, nei giornali, …), riconosciamo – anche solo in maniera sfumata – il seme già germogliante di questa perversa unanimità.

Slow Up-rising by Ja Studio

Ecco un articolo particolare trovato in rete. Dei progettisti Canadesi han partecipato ad un progetto per un concorso di idee per ripensare in modo ecologico e solare un tratto eco-mostruoso e fallimentare della Salerno ReggioCalabria. La loro idea è folle e credo impraticabile, ma mi ha colpito  perché tenta di dar risposta ad alcune difficili questioni. Buona lettura.

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Il direttore Whedon

Saper vedere ogni aspetto d’ogni problema,
dar ragione a tutti, essere tutto, non essere nulla a lungo;
pervertire la verità, strumentalizzarla,
sfruttare i grandi sentimenti e le passioni della famiglia umana
per bassi scopi, per fini astuti,
indossare una maschera come gli attori greci –
il tuo quotidiano di otto pagine – dietro cui ti nascondi,
strillando nel megafono dei caratteri cubitali:
“Sono io il gigante.”
E quindi vivere anche la vita di un ladruncolo,
avvelenato dalle parole anonime
di un’amica segreta.
Per danaro insabbiare uno scandalo
o divulgarlo ai quattro venti per vendetta,
o per vendere il giornale,
distruggendo reputazioni, o corpi, se necessario,
vincere a ogni costo, salvo la vita.
Gloriarsi di un potere demoniaco, minare la civiltà,
come un ragazzo paranoico mette un tronco sulle rotaie
e fa deragliare il rapido.
Essere un direttore, com’ero io.

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Oggi chiudo gli occhi e ringrazio Giorgione Napolitano

Il Presidente della Repubblica ha rinviato alle Camere la legge dal titolo:

Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro

Non ho ancora letto il testo della legge, sapevo che ne avrei avuto troppo disgusto. Basta leggere il titolo per intuirne la qualità…

Mi limito a ringraziare Napolitano.