Tlön, Uqbar, Orbis Tertius

Ho letto proprio oggi che l’Enciclopedia Britannica non stamperà altre edizioni cartacee. Inutile dire che accolgo la notizia con sommo dispiacere. Ammetto che non mi è mai capitato di sfogliarne una copia, ma la sua completezza, l’autorevolezza e la precisione quasi commovente fan sì che occupi, negli scaffali della mia mente, un posto nella sezione dedicata ai Libri Sacri.
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I libri di Agosto e Settembre

Quando ad Agosto ho capito che non avrei avuto neanche un giorno di vacanza, sono andato a prendere due libri in biblioteca, e da allora (ri)presemi del piacere di leggere sì forte, che ancor non m’abbandona. Ecco in ordine i libri di Agosto e Settembre, se non ne dimentico qualcuno:

  • J.G. Ballard: La Mostra Delle Atrocità
  • P.P. Pasolini: Teorema
  • L. Bianciardi: L’Integrazione
  • Flann ‘O Brien: Il Terzo Poliziotto
  • E. Vittorini: Conversazione In Sicilia
  • P. Dick: I Guardiani Del Destino E Altri Racconti
  • P.P. Pasolini: La Divina Mimesis
Ottobre sta iniziando di nuovo con P.P. Pasolini (Ragazzi Di Vita). Nell’elenco ho messo solo i libri iniziati e finiti, ho escluso quelli che sto leggendo praticamente da una vita…
Se vi interessa qui sotto potete trovare le mie impressioni:

Dorcas Gustine

Qualche giorno fa ho riportato il testo dell’epitaffio del dottor Whedon (si parla dell’Antologia di Spoon River). Ora ne propongo un altro molto più bello sempre dalla stessa opera. Questo è uno dei miei preferiti, tanto che oltre ad essere inciso sulla tomba di Dorcas Gustine, lo è anche nella mia mente.

Non ero amato da quelli del villaggio,
ma tutto perché non avevo peli sulla lingua,
e affrontavo chi m’insultava
con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire
segreti rancori o rammarichi.
È molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano,
che nascose il lupo sotto il mantello,
e si lasciò divorare, senza un lamento.
È più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso
e combatterlo apertamente, magari per strada,
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sarà forse un organo ribelle –
ma il silenzio avvelena l’anima.
Mi biasimi chi vuole – io sono contento.

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L’isola del tesoro

ALL’ESITANTE COMPRATORE

Storie marine in marinaresco tono
E tempeste e avventure e caldi e geli
E bastimenti e isole crudeli
Piraterie, e interrato oro,
E ogni vecchia favole ridetta
Nei precisi antichi modi:
Se tutto ciò, come a me piacque un tempo,
Piaccia ai più savi giovani d’oggi:
Così sia, così accada! Se no,
Se il giovane studioso non più brama,
Gli antichi amori suoi dimenticò,
Kingston, o Ballantyne il valoroso,
o Cooper della selva e del maroso:
Così pur sia! E rassegnato io possa
E i miei pirati entrare nella fossa
Ove dormono quelli e lor fantasmi!

Così inizia L’isola del tesoro di Stevenson. Un libro che lessi tanti anni fa e ho ripreso da poco in mano. Ad un certo punto,  tra le pagine che parlano dello sbarco sull’Isola, ho trovato delle macchie: cioccolato! Non ne ho certo memoria, ma è molto probabile che lessi queste pagine (che ora ho davanti agli occhi, quasi a darmi ispirazione) mangiando cioccolato.

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Il muro

Propongo una poesia scritta da un minatore e poeta tedesco (Kunze) dopo l’abbattimento del Muro di Berlino. Abbattuto il muro e riunitesi due parti di popolo ormai disabituate a stare insieme, si crea uno strano disorientamento. Questa poesia mi piace, perché l’autore non tira in ballo differenze politiche, religiose, culturali o di civiltà (e come potrebbe?): rivela che si tratta solo di abitudine e fiacchezza mentale.


Il muro

Quando l’abbiamo abbattuto non immaginavamo
quanto fosse alto
dentro di noi

C’eravamo abituati
al suo orizzonte

E all’assenza di vento

Alla sua ombra nessuno
gettava ombra

E ora siamo qui
spogli di giustificazioni

Panta scarpe

Non fatevi ingannare dal titolo: Non sto pubblicizzando un nuovo abbigliamento moda primavera 2011. Panta non sta per pantalone!

Panta rei os potamòs

Ovvero tutto scorre come un fiume, è il motto della filosofia di Eraclito. Tutto passa, niente è mai uguale a se stesso, io non sono la stessa persona che ha iniziato questo post e ogni lettera che state leggendo è stata compitata da una mano diversa. Ma vabbè, in realtà non volevo sproloquiare di filosofia, volevo solo pubblicare le foto delle mie fedelissime scarpe da corsa che stan per andare in pensione e trasformarsi in scarpe da scampagnate e pic nic primaverili.

Fate partire questo video youtube per avere il giusto sottofondo musicale. E’ la stessa canzone che sto sentendo io mentre scrivo.

E ora ecco le mie scarpe:

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