Uomo con cappello e colomba

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Le monde di monsieur Berlusconi

Silvio perdonaci! E’ da un po’ di tempo che ti stiamo trascurando. Proprio te che con le tue generose performance ci hai sempre permesso di mantenere in vita questo blog. Già. Quando tutto stava per finire, quando il mondo scorreva placido e tranquillo senza offrirci alcuno spunto, quando questo blog è stato vicino alla chiusura per assenza di notizie, TU ci hai sempre risollevati dalle nostre ceneri con una delle tue geniali boutade.

Devi perdonarci, e sappiamo che dall’alto della tua Grandezza lo farai, se in questo periodo ci siamo fatti prendere da demoniache passioni come il sesso fra animali o da perverse ricerche sulla lunghezza del pene (che certamente tu saprai apprezzare). Non siamo però i soli ad avere questo enorme debito nei tuoi confronti. Ormai anche la stampa, nazionale ed estera, campa sulle tue imprese. Così quei bastardi porci comunisti di Le Monde hanno pensato di sfruttare la tua lungimirante visione del mondo per farsi pubblicità.

Io l’avevo detto

Già l’avevo detto che, per quanto ne avevo capito, Hannah Montana è una pornostar. E non sono il solo a pensarlo. A pensarla così c’è anche un autorevole personaggio: Roman Polanski. L’ottimo regista, ma il pessimo uomo, sta per saldare i conti con la giustizia che aveva lasciato in sospeso nel lontano 1977, accusato di uno stupro di una tredicenne (come sempre non sono informato sulla vicenda, ma sono abbastanza arrogante da poterne parlare pur sapendone una cippa lippa). Dal carcere che lo sta ospitando Polanski non demorde e rilancia. Come potete leggere nell’articolo ha infatti richiesto la sua collezione privata di poster di Hannah Montana. Fin qui niente di strano, dopotutto si tratta della pornostar più in voga del momento e sarebbe ingiusto fermare la sua carriera solo per l’età: largo ai giovani.

Ad essere più imbarazzante è il gesto di solidarietà del Ministro francese Mitterand che ha regalato a Polanski il dvd di “Genitori in trappola”, con la dodicenne Lindsay Lohan come protagonista. Più che un gesto di solidarietà a me sembra che Mitterand lo stia pigliando allegramente per il culo. Polanski se ti beccano a a farti una pippa davanti a questo film sei fottuto.

L’aiuto maggiore è invece arrivato dal mitico regista italiano Tinto Brass: “quanti anni aveva la ragazza? 13, 14? È l’età in cui la Madonna ha partorito, pare”. Bisogna però saper leggere fra le righe. Il suo non voleva essere un intervento difensivo a favore di Polanski, ma una chiara accusa di stupro nei confronti dello Spirito Santo. E anche qui devo dire che io già l’avevo detto. In tempi non sospetti, quando ero ancora un bimbetto innocente e curioso che andava a catechismo, fui assalito da tremendi dubbi. Devo confessare che già allora la storia dello Spirito Santo non mi aveva mai convinto pienamente, c’era sempre qualcosa che non mi tornava.
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La pace può?

Finalmente! Le nostre indiscrezioni di maggio erano fondate: Silvio Berlusconi punta decisamente al Nobel per la Pace… e per rafforzare la sua candidatura i suoi sudditi han pensato di comporre un inno!

L’inno, intitolato La pace può, è cantato da Loriana Lana (autrice del testo) e dal tenore Sergio Panajia, mentre la musica è di un certo Pino di Pietro. Il brano è accompagnato da un videoclip (tutte le rockstar lo fanno) nel quale si vede Silvio con Barack Obama e con i terremotati dell’Abruzzo, mentre li soccorre amorevolmente. Intanto il testo ci ricorda che l’abruzzo di risveglia incredulo ma c’è un Presidente sempre presente… ma mi fermo qui perché non voglio rovinarvi la sorpresa anticipandovi le parti migliori della canzone.

Vi dico solo più che Loriana Lana ha già una brillante carriera alle spalle (e non mi sto riferendo a una posizione sessuale): ha infatti collaborato con nientepopòdimeno che Apicella e Berlusconi stesso con i quali ha firmato il brano Tempo di Rumba.

E ora dotatevi di un fazzoletto e state pronti ad asciugarvi le lacrime: è davvero commovente.

Di seguito trovate l’intera trascrizione del testo.

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L’Italia che Odia

Noi siamo l’Italia che ama, loro sono l’Italia che odia.
Silvio Berlusconi

Son capitato per caso sullo spazio azzurro del sito del Pdl (una specie di bacheca per esprimere liberamente il proprio pensiero), che ci governa con tanto amore e tanto affetto. Purtroppo l’Italia che odia intacca anche l’azzurro libertà di Silvio e lo inzozza con insulti e parolacce.

Come in ogni sito trasudante amore, anche in questo vige una stretta e caritatevole censura. Gli occhi puri e innocenti dei popolani della libertà non possono essere contaminati con queste mostruosità. Si accettano solo messaggi pieni d’amore.

In più però esiste una pagina in questo sito destinata ai commenti più marci e fetenti. I peggiori insulti che vengono rivolti a Silvio vengono presi ed esposti al pubblico ludibrio. Io adoro questa pagina. I censori pensano di umiliarti, ma non sanno che venire censurato da Silvio ed esposto in piazza per questo equivale a vincere una coppa… a essere un eroe della libertà di stampa, un manifesto per la dignità della parolaccia, entusiasmante come una pisciata dal balcone in un giorno di pioggia, come una mano morta subìta, come una scorreggia silenziosa in ascensore.

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Berlusconi. Non solo satira al vento…

Noi amiamo la satira. Specie la satira sul Berlusca. Purtroppo ultimamente l’unica satira che abbiamo incontrato su di lui è quella prodotta da noi stessi (satira al vento). Se vogliamo vederne altra dobbiamo cercare bene e soprattutto volgere il nostro sguardo all’estero:

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Quasi quasi stasera resisto così domani è anche meglio!

Alla fine ci si rende conto, ascoltando il video che vi sto proponendo, che tutti si masturbano allo stesso modo. O almeno i processi psicologici sono sempre gli stessi. Giorgio Gaber spiega anche a chi pensa quando si fa le pippe (alle mogli degli amici… uuuuuh), come si senta prima e come dopo.

Di seguito ho pubblicato il testo per intero (può differire leggermente dalla versione presente nel video).
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