Twinkieeeeeees!

In Cina alla fine degli anni ’80 i giovani scesero in Piazza Tienammen contro il sistema comunista cinese. Chiedevano una svolta liberista: qualcuno riassunse, non senza suscitare polemiche, che i giovani reclamavano la libertà di bere Coca Cola.

Ora in America accade qualcosa di tanto simile e opposto da sembrare riflesso in uno specchio. I giovani chiedono una svolta anti-neo-liberista e si mobilitano per chiedere la nazionalizzazione dell’industria dei Twinkies.

Le società liberiste si stufano degli squali della finanza proprio come le società socialiste di stufano degli immobili (e immobilizzanti) notabili di partito. Ora, io trovo insopportabile il bisogno di Coca Cola e di Twinkies e dell’altra spazzatura commerciale che il capitalismo ci propina, e spero che verrà abbattuto a spallate di cultura e felicità (bah), ma nel frattempo resta fermo il diritto individuale di comportarsi in questo modo:

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Che sia il fucile a cadere!

Ieri Abu Mazen ha formalmente chiesto all’ONU il riconoscimento dello Stato di Palestina. La Francia ha già suggerito un ingresso del nuovo Stato tra quelli osservatori (come il Vaticano ad esempio).

Durante l’intervento di Abu Mazen la traduttrice (arabo –> inglese) si è commossa tanto da che i tre “BASTA!” pronunciati dal Presidente son risultati in inglese gonfi di lacrime e singhiozzi.

L’interprete è stata sostituita per permettere all’assemblea di proseguire. Non si sono accorti, all’ONU, che quei singhiozzi costituivano la miglior traduzione possibile per le storiche parole che venivano pronunciate.

Il titolo del post richiama il discorso pronunciato negli anni ’70 da Arafat nella stessa sede. Discorso (se ho capito bene) citato ieri da Abu Mazen scatenando i primi attacchi di commozione nella traduttrice:

Vengo con il fucile del combattente della libertà in una mano ed il ramoscello d’olivo nell’altra. Non permettete che il ramoscello d’olivo cada dalla mia mano.

La mostra delle atrocità ft la speculazione.

Ultimamente si sente ripetere da politici e giornalisti che l’Italia è solida, ma che dei farabutti stanno “speculando” sui titoli italiani (in particolare sui titoli di Stato) facendo il bello e il cattivo tempo secondo il ritmo delle loro vendite, dei loro acquisti e della loro attività sessuale.

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Dorcas Gustine

Qualche giorno fa ho riportato il testo dell’epitaffio del dottor Whedon (si parla dell’Antologia di Spoon River). Ora ne propongo un altro molto più bello sempre dalla stessa opera. Questo è uno dei miei preferiti, tanto che oltre ad essere inciso sulla tomba di Dorcas Gustine, lo è anche nella mia mente.

Non ero amato da quelli del villaggio,
ma tutto perché non avevo peli sulla lingua,
e affrontavo chi m’insultava
con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire
segreti rancori o rammarichi.
È molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano,
che nascose il lupo sotto il mantello,
e si lasciò divorare, senza un lamento.
È più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso
e combatterlo apertamente, magari per strada,
tra polvere e urla di dolore.
La lingua sarà forse un organo ribelle –
ma il silenzio avvelena l’anima.
Mi biasimi chi vuole – io sono contento.

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Obamasessuale

Si è svolto in Cina l’Asia Adult Expo. Questa favolosa fiera ha presentato tra le varie zozze novità una che vi lascerà senza fiato (per gonfiarla): la bambola gonfiabile di Obama!

Avere l’occasione di fare l’amore con l’uomo più potente al mondo, grazie a questa sexydoll, diventerà facile quasi come quella di avere un’avventura sessuale con Berl… vabbè dai non lo dico… è una battuta scontata.

Ma torniamo ai giocattolini sessuali. Questo Obama gonfiabile va ad affiancarsi nei sexy shop del mondo ad altre trovate altrettanto interessanti:

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L’elefante e la fa(rfa)lla

Ormai risale ad Aprile la notizia di una falla in una piattaforma petrolifera situata nel Golfo del Messico. Non stiamo qua a dilungarci su come questo sia potuto accadere, e sul perché eventi come del genere siano sempre più frequenti. Vorrei concentrarmi sul dopo-falla, ovvero sui tentativi di salvare il salvabile.

Prima di tutto si è pensato alla cementificazione (tanto il mare è pieno di cemento), ma ci sarebbe voluto troppo tempo, poi di immergere una grossa scatola piramidale (100 tonnellate di acciaio) per coprire la zona della falla, e un tubo applicato in cima che aspirasse il petrolio. Ok, usiamo sta scatola, si son detti, ma il buco per il tubo si è intasato e l’idea-piramide è andata a puttane (e forse anche la scatola stessa? Non so se sian riusciti a riportarla su).

E vabbè, tanto il mare è già pieno d’acciaio.

Non sapendo più dove sbattere la testa han avuto una idea geniale: apriamo un sito sul quale ognuno possa esporre le proprie idee. Idee di merda. Eccone alcune riprese dal sito del sole24ore:

C’è chi ha suggerito di usare un grande tappo di sughero per chiudere la falla; chi di cucire insieme un salsicciotto di cuscini e usarlo per assorbire il petrolio; chi ha pensato di usare esplosivi per coprire di detriti il fondale. Molte le idee peregrine, ma via web alla Bp arriva anche qualche suggerimento sensato. In Florida vogliono cospargere il mare con del fieno per assorbire il greggio e rastrellare la superficie. In Alabama spruzzare una soluzione a base di biossido di carbonio per surgelare le particelle di petrolio, rastrellarle e riutilizzarle per la raffinazione. La Matteroftrust.com intanto ha già ricevuto montagne di scatole piene di capelli con cui riempire calze di nylon e assorbire il petrolio affiorato in superficie.

Le idee tratte dal web non hanno convinto. E poi la luce: la Komsomoloskaya Pravda suggerisce in pieno stile guerra fredda di usare una bomba atomica; e per stuzzicare l’orgoglio USA affermano: la Russia fece lo stesso nel ’66. Basta usare una atomica una volta e mezza più potente di quella di Hiroshima. Che dire: poco più di un petardo.

Ieri han mandato degli ingegneri nucleari sul posto in ispezione.

Anche Obama è stato berlusconizzato

Vi ricordate tutti che Papi Silvio aveva suscitato scandalo affermando che Obama è giovane bello ed abbronzato? Nonostante questo anche Obama è stato berlusconizzato. Questi, dopo aver accolto a braccia aperte il nostro Prmeier chiamandolo my friend, si è attardato con Lui a parlare di politica (o più verosimilmente di tette culi e veline). Di lì a poco il geniale Silvio ha piazzato la zampata vincente portandosi a casa tre prigionieri di Guantanamo (anche se forse avrebbe preferito ricevere in dono tre guerriere da Gheddafi…).

Durante questo incontro Obama è stato berlusconizzato. In un paio di giorni sta già iniziando a mostrare i primi sintomi: eccolo in questo video mentre dà la caccia in diretta ad una mosca, la uccide, e si bulla davanti a tutti i giornalisti e con fare molto sbruffone chiede ai giornalisti di inquadrare il cadavere del nemico.

Eh sì, noi credevamo che Walt Veltroni fosse l’Obama italiano, ed invece scopriamo che Obama è il Berlusca Americano.