Il film di Bergonzoni

Ciao a tutti. Il titolo può essere frainteso con facilità. Non parlo di un film fatto da Alessandro Bergonzoni ma del film che lui vorrebbe vedere. In realtà non ne parlo e inserisco il video in cui lui ne parla. In realtà non inserisco il video inserisco lui direttamente. In realtà non inserisco lui ma uno che gli assomiglia molto e interpreta lui. In realtà non inserisco niente fa tutto da solo. In realtà non fa tutto da solo ma in coppia. In realtà non è in coppia ma sono almeno quattro o cinque. In realtà non sono quattro o cinque ma è una mega orgia. In realtà non è una mega orgia ma una festa del PDL.

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Dialogo di due scrittori in crisi

Brano tratto da una conferenza di Calvino.

E lì seduto, in quel pomeriggio romano, con questo scrittore, che si chiama Carlo Cassola, l’autore di Fausto e Anna e La ragazza di Bube, lo scrittore che in mezzo a questa nostra Italia che esplode d’euforia e di modernità, continua a scrivere magre e austere storie provinciali di sottile malinconia.
– Il nostro tempo… Riuscirà a esprimere veramente il nostro tempo chi riuscirà a voltargli le spalle, chi cercherà le cose profonde, non le apparenti, le cose che restano, non gli aspetti passeggeri…- diceva Cassola.
– Ma bisogna viverlo questo tempo, buttarcisi dentro, patirlo…- dicevo io.
– No, bisogna opporgli un rifiuto, non accettare le sue ragioni, non leggere nemmeno il giornale,- diceva Cassola.
E io: – La letteratura di domani sarà quella che potrà nascere da noi completamente distratti, ansiosi, divoratori di carta stampata, innervositi dagli ingorghi del traffico stradale…
E Cassola: – Tutti gli scrittori in cui noi abbiamo trovato una vera immagine dei loro tempi erano invece considerati dai loro contemporanei come scrittori fuori dal tempo, solo perché erano fuori dalle mode…

Poi ci separiamo. Lui torna alla piccola città toscana dove fa il professore, alla sua vita tranquilla, solitaria, assorta, a leggere e rileggere i suoi classici; io torno alla grande casa editrice dell’Italia del Nord dove lavoro, a divorare il mare di carta che si stampa nel mondo spesso inutilmente, torno alla vita sempre in movimenti e a nervi tesi dell’attività industriale, senza mai un minuto di pausa, di concentrazione.
Lui per raggiungere eterne verità umane ritorna a raccontare i lunghi pomeriggi casalinghi delle ragazze di campagna; io per esprimere il ritmo della vita moderna non trovo di meglio che raccontare battaglie e duelli dei paladini di Carlomagno.

Esattamente 25 anni fa… Fellini vs Berlusconi

Tratto da LaRepubblica del 21 maggio 1985:

ROMA – Federico Fellini ha denunciato al pretore civile di Roma l’ emittente televisiva “Canale cinque” per via degli spot televisivi che interrompono i suoi film programmati dal canale di Berlusconi. Il regista, assistito dagli avvocati Adolfo Gatti e Sotero Salis, sostiene nel ricorso all’ autorità giudiziaria che gli inserti pubblicitari nelle opere cinematografiche violano le norme che tutelano il diritto d’ autore e portano a una deformazione del prodotto con grave lesione della qualità artistica del film e quindi della reputazione professionale dell’ autore. I difensori di Fellini chiedono perciò al pretore di ordinare a “Canale 5” di mandare in onda i film del regista senza interruzioni pubblicitarie. Questa iniziativa, sottolineano gli avvocati del regista, servirà a tutelare i diritti degli autori contro i sistemi di pubblicità adottati dalle Tv private.

Tra il luglio e l’agosto di quell’anno la sentenza, che dà ragione “in teoria” a Fellini, ma “in pratica” a Silvio. Le prossime citazioni sono riprese da LaRepubblica del primo Agosto 1985:

Il livello artistico dei film di Fellini è fuori discussione ed è comprensibile la denuncia dell’ assoluta illegittimità di qualunque modificazione del ritmo narrativo delle opere universalmente riconosciute come capolavori, ma è anche vero che in questi ultimi tempi si è verificata da parte dei telespettatori una vera e propria assuefazione al fenomeno degli intervalli.

Insomma: “Ah Fellì, ormai la gente si è abituata”. Si dice che Berlusconi abbia anche commentato che in fondo in fondo le pubblicità che propone Canale5 sono anche più belle dei film di Fellini.

Ma il regista non ci sta e annuncia battaglia. Anche perché questa assuefazione agli intervalli lo preoccupa. Io evito di agigungere sterili commenti e vi lascio con la replica del buon F.F., senza interruzioni pubblicitarie:

Questa sentenza mi ha stupito. Non discuto. Giuridicamente sarà anche fondata. Ma, nella realtà, non lo è. Perchè non prende abbastanza in considerazione la violazione del diritto dell’ autore a veder rispettata l’ integrità dell’ opera. Un po’ come sancire un arbitrio. E poi: affermando che tanto ormai lo spettatore si è assuefatto al costume della pubblicità non vuol dire riconoscere ufficialmente il potere di plagio della televisione? Avanti di questo passo può darsi che inseriscano qualche spot anche nella lettura delle sentenze, nei momenti più drammatici. Insomma: ho intenzione di andare avanti. E non solo per me.

Il più grande italiano di tutti i tempi

Ed ecco che mamma RAI fa partire la trasmissione cultural-trash più insensata che si sia mai vista. Il risultato è quasi simpatico a detta di molti, ma l’idea è degna di un film degli Squallor (Uccelli d’Italia o Arrapaho, fate voi).

Il programma funziona così: Facchinetti Jr è il presentatore, Martina Stella la vacca stragnocca, mentre la giuria è composta da: Sgarbi (intellettuale borbottone e urlatore), Mara Venier (boh!), Buttafuoco (chi?), Giulia Innocenti (chi?), Tinto Brass (ah, questo lo conosco).

In ogni puntata alcuni grandi italiani saranno messi a confronto, con tanto di scheda tecnica, e la giuria di volta in volta ne eliminerà alcuni. I confronti sono a gruppi di 3 (alla fine dovran essere 50, anche se non è multiplo di 3, ma poco importa, la matematica non c’entra niente con la cultura. Al massimo se ne renderanno conto all’ultima puntata).

Vi riassumo l’accaduto.
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Il “caso Voyager”

No Roberto, questo non me lo dovevi fare. Ti seguo da quando lavoravi su TMC a Stargate. Ho visto tutte le serie di Voyager. Sono persino venuto a Torino per partecipare alla trasmissione in diretta. Ho gioito per la cattura del chupacabra. Ho scalato con te le montagne sudamericane per raggiungere machu pichu e i suoi giganti. Ho cercato di fotografarmi l’aura per capire se sono un bambino indaco. Ho sorvolato il nord europa dove sarebbero ambientati tutti i classici della nostra letteraruta (dall’odissea all’inferno dantesco). Ho viaggiato nello spazio alla ricerca di qualche contatto extraterrestre, quando ormai è chiaro che gli extraterrestri non solo sono già tra noi, ma hanno ingravidato le donne delle caverne e noi ne siamo i discendenti (quindi dovevo guardare dentro me stesso). Ho temuto di vedere l’uomo falena aggirarsi nel mio quartiere, ma per fortuna era solo uno spacciatore. Mi sono specchiato nei teschi di cristallo. Non ho preso impegni per il 2013 (tanto il mondo non ci sarà più). Ti ho seguito nei tuoi viaggi con Awassa alla ricerca delle lampadine egizie. Ho cercato di conservare una lucertola in formaldeide spacciandola per un dragone. Ho combattuto coi templari, ma purtroppo ho perso. Mi sono inabissato con Atlantide e sono volato su un altro pianeta con il popolo Mu.

Ho fatto tutto questo e molto altro, ma da te non mi sarei mai aspettato questo.

Scienza 2.0

Oggi vi voglio parlare di uno dei miei programmi preferiti, l’ormai mitico Voyager. In questo programma il prode conduttore (Giacobbo per gli scettici, Roberto per noi fans) cerca di sollevare il velo che copre molti aspetti poco chiari della Scienza moderna. E come posso io, Ippaso, un Prometeo che tenta di sradicare l’ignoranza degli uomini, non sentirmi affine a quest’uomo, che sfida anch’egli gli dei detentori della presunta conoscenza, gli Scienziati, scatenandone l’ira? Un uomo che sfida a tal punto la Scienza da osare minarne le basi, rappresentate dall’ormai obsoleto metodo scientifico, formalizzato fin troppi secoli fa dal non tanto telegenico Galileo, formalizzando un nuovo metodo di ricerca della verità, utilizzato con successo anche per le migliori teorie complottistiche, che in onore al genio di tutta la redazione del programma chiamerei metodo Voyager.

Difatti il farraginoso metodo scientifico dice, molto semplicemente, che

un’affermazione è vera perché ne dimostro la verità

mentre il frizzante ed innovativo metodo Voyager dice che

un’affermazione è vera perché non potete dimostrarne la falsità

E’ evidente la portata di questa innovazione, paragonabile al web 2.0: col metodo scientifico solo pochi eletti, gli Scienziati, potevano fare affermazioni. Solo loro erano in grado di dimostrarne la verità, mentre col metodo voyager chiunque può fare la propria affermazione, contribuendo all’evoluzione della conoscenza. Ora sta agli altri la parte noiosa, la dimostrazione della falsità di quanto affermato. Inoltre, il metodo scientifico non lascia spazio a discussioni, mettendo sul banco una verità non più modificabile. Il metodo Voyager invece permette ad ognuno di prendere le affermazioni degli altri e di confutarle od ampliarle, permettendo un utile scambio di idee tra liberi pensatori, impossibile da pensare nel chiuso metodo scientifico. Continua a leggere

Così fan tutte!

Per chi non lo sapesse, da qualche tempo è iniziata una nuova sitcom su italia1, dal titolo “cosi’ fan tutte“, con Alessia Marcuzzi e Debora Villa (chi cazzo sarà mai questa?).
Questo titolo dovrebbe ricordarvi qualcosa… è il titolo di un’opera di un grandissimo autore, ma chi?.. Mozart, ecco chi! Vista la dotta citazione, dobbiamo essere di fronte ad un prodotto sopraffino, da veri intenditori: insomma, non è roba per noi. Ma è ora che ci facciamo una cultura, e quale miglior maestro di Mozart?
Tanto per stuzzicare i palati dei più culturali, qualche tempo prima della messa in onda hanno iniziato a girare alcuni promo (eccone un altro).
Altro che culturale, questa è roba per maniaci e depravati (e quindi per noi)!! Però sono dei promo, devono attirare le persone, anche quelle che normalmente non si avvicinerebbero alla cultura classica, è normale che ci siano solo le scene più ammiccanti: vedrete che nel prodotto vero e proprio queste cose saranno molto limitate, per non rovinare la sublime trama dell’opera.
Finalmente la data prevista per la messa in onda, in prima serata, è arrivata, e abbiamo potuto godere appieno del genio di Mozart, opportunamente riadattato ai gusti moderni: tra le scene migliori spicca questa, in cui la Marcuzzi è alle prese con un wurstel:


Purtroppo, alcuni beceri illetterati non hanno compreso la profondità dell’opera (o della gola della Marcuzzi), e si sono lamentati con la rete, che ha deciso di spostarla in seconda serata.
E’ proprio vero che in televisione non e’ possibile far vedere la cultura..