Mentre gli italiani continuano a sospettare di Monti (massone, sionista, avanguardia in Italia di un qualunque potere forte), stanno arrivando le “liberalizzazioni”.
I partiti? N.P.
La politica italiana pare quel che rimane di un campo di battaglia una volta che gli eserciti lo han abbandonato. Un silenzioso deserto che loro chiamano falsamente “pace” (loro, i capi degli eserciti) o “larga intesa” (loro, i leader politici).
In una fase di crisi capitalistica, privatizzare e “liberalizzare” significa anche attribuire la colpa al welfare, alle sfumature socialiste della società. Vedremo se cancellando queste e rendendo monocromatico il dipinto ne usciremo vivi.
Ci tengo infine a sottolineare la virgolettatura del termine “liberalizzazioni”: infatti io credo che esista una differenza profonda tra liberalismo (morale) e liberismo (economico).
A proposito… dimenticavo il titolo: il liberalismo deve avere come risultato la libertà per ciascun uomo di poter fare ciò che ha nella propria facoltà naturale. Di seguire le proprie inclinazioni e i proprio sogni.
Questo motto latino sarà perciò il mio metro per le riforme.
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